“L’Italia boicotti la Coppa del Mondo a Crans-Montana”: l’appello dello zio di una vittima della strage

Pietro Costanzo, zio di Chiara, la ragazza di 16 anni morta nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, ha lanciato un appello pubblico alla Federazione Italiana Sport Invernali. Intervistato dal TgR Lombardia ha chiesto un segnale concreto in vista delle gare di sci in programma nella località svizzera: "Alla Federazione Italiana Sport Invernali siccome settimana prossima ci sono le gare di sci a Crans-Montana perché non presenti gli atleti".
Un gesto che, secondo Costanzo, "sarebbe una bella forma di protesta, di sdegno".
L’appello della famiglia di una vittima di Crans-Montana: "La Fisi protesti, qui la giustizia non c’è"
Lo zio della giovane ha espresso anche forti perplessità sul percorso giudiziario, spiegando di avere scarsa fiducia nell’esito delle indagini: "Fintanto che la sede processuale è nel Vallese ho dei seri dubbi". Nel suo intervento ha ricordato i valori che caratterizzavano Chiara, sottolineando il suo profondo senso di correttezza e giustizia: "Uno dei valori che contraddistinguevano Chiara – ha detto Pietro Costanzo – era il senso di correttezza, di giustizia".

Costanzo ha poi puntato il dito contro quella che considera una gestione inadeguata della vicenda, parlando di gravi falle nei controlli e nelle responsabilità: "Questa non è la giustizia che noi ci aspettiamo, perché ci sono state delle lacune incredibili". Secondo il familiare, ci sarebbero colpe sia da parte dei gestori sia da parte di chi avrebbe dovuto vigilare: "Mancanza grave da parte dei gestori, mancanza grave o gravissime da parte di chi non ha controllato".
Nel suo racconto, lo zio di Chiara ha anche accusato le autorità locali di voler minimizzare l’accaduto: "Il Cantone Vallese, Crans in particolare – ha aggiunto – sta cercando di nascondere proprio tutte le evidenze, l'oggettività della gravità del fatto: qua sembra che nessuno sia responsabile".

Infine, ha criticato duramente il fatto che le responsabilità sembrino ricadere solo su una cameriera, anch’essa morta nell’incendio: "Adesso l'unica responsabile era questa povera cameriera che è deceduta anche lei".
Una situazione che Costanzo ha definito inaccettabile, accusando chi avrebbe privilegiato interessi economici rispetto alla sicurezza: "È indegno che una cittadina faccia una cosa del genere proprio per salvaguardare l'unica cosa che interessa, che sono i soldi, l'interesse economico".