Giada D’Antonio convocata alle Olimpiadi a 16 anni, la mamma di Brignone: “Può diventare un boomerang”

La convocazione di Giada D’Antonio per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 continua a far discutere e divide profondamente il mondo dello sci alpino italiano. La sedicenne napoletana, classe 2009 e atleta più giovane dell’intera spedizione azzurra, è diventata il centro di un dibattito che va ben oltre il singolo nome, toccando temi come meritocrazia, gestione dei talenti e strategie federali a lungo termine.
A esprimere una posizione netta è stata Maria Rosa Quario, ex sciatrice e madre di Federica Brignone, che ai microfoni di Radio Anch’io Sport ha chiarito il proprio dissenso: "Non voglio fare polemica, ma non sono d’accordo con questa convocazione". Secondo Quario, lo sport deve essere il regno della meritocrazia e, pur riconoscendo il grande talento e il potenziale futuro di D’Antonio, ritiene che la giovane non abbia ancora i requisiti necessari per un palcoscenico come quello olimpico.

"Non ha le credenziali", ha ribadito Quario, che ha aggiunto che una scelta del genere potrebbe trasformarsi in un boomerang per l’atleta stessa, rischiando di esporla a pressioni eccessive in una fase così precoce della carriera: "Lo sport è l'esempio massimo nella vita di meritocrazia – aggiunge – Questa ragazza ha del grande talento, un futuro fantastico, ha dimostrato di essere forte tecnicamente e di testa. Ma non ha le credenziali per essere convocata alle Olimpiadi. Potrebbe rivelarsi anche un boomerang contro di lei. Magari poi ci stupirà, ma nelle gare che ha fatto confrontandosi con altre ragazze della squadra di Coppa Europa non le ha mai battute. Perché lei e non una ragazza del 2002? Questa scelta sinceramente ma non mi trova d'accordo".
Olimpiadi Invernali, bufera sulla convocazione di D’Antonio: talento o azzardo della FISI?
Una linea critica condivisa anche da altri addetti ai lavori. Paolo De Chiesa, ex slalomista azzurro e oggi commentatore televisivo, ha parlato di una gestione discutibile del percorso della giovane, sottolineando come in passato ci siano già stati segnali di difficoltà, ad esempio nelle gare Nor-Am. Il suo interrogativo è diretto: “Che fretta c’è?” nel portare una ragazza così giovane alle Olimpiadi, senza un percorso consolidato in Coppa del Mondo o in Coppa Europa.
Di segno opposto, invece, la posizione dello staff tecnico che segue Giada D’Antonio. Coach Ceccato ha difeso il lavoro svolto finora, parlando di un percorso ‘classico' per una giovane atleta di grande prospettiva. L’invito è quello di tenere la ragazza lontana dalle polemiche e dalle pressioni mediatiche, lasciandole il tempo di crescere senza il peso dei giudizi social e delle aspettative eccessive.

Anche sui social il dibattito sulla questione è piuttosto vivace: c’è chi parla di ‘talento assoluto' e di una scelta coraggiosa, e chi, invece, definisce la convocazione azzardata o addirittura una ‘paraculata', più politica che sportiva. La chiamata di D’Antonio è stata celebrata come un evento storico in diverse zone dell'Italia meridionale e da parte di molti appassionati: la prima atleta campana alle Olimpiadi invernali diventa simbolo di un movimento che rompe stereotipi geografici e culturali.
La discussione resta aperta e destinata a proseguire, con Giada D’Antonio che è finita al centro di un confronto in cui lei non c'entra nulla ma si tratta di posizioni all'interno del mondo dello sci italiano.