Dmitrii Shamaev a Milano Cortina: “Tutti qui dovrebbero essere in condizioni uguali, non è così”

Dmitrii Shamaev è presente alle Olimpiadi di Milano Cortina con la squadra della Romania, Paese che ha scelto di rappresentare dal 2021. Il 30enne biathleta, russo di nascita, vanta in palmarès un argento nell'inseguimento agli Europei 2024. I Giochi 2026 non sono andati bene per lui, che nelle gare individuali non ha fatto meglio del 38simo posto. Shamaev dal suo arrivo alloggia ad Anterselva, dove si svolgono le prove di biathlon. Una sistemazione che non lo ha soddisfatto completamente, sia per l'atmosfera olimpica poco percepita, che per le disparità di sistemazione che a suo dire hanno posto i partecipanti in condizioni (anche di competere) non uguali.
Il sito di Anterselva è ben noto per ospitare la Coppa del Mondo di biathlon nelle tappe italiane, dunque non c'è stato bisogno di costruire un nuovo impianto. Il che per Shamaev è sì una cosa buona, visto che non ci possono essere problemi circa il campo di gara, ma porta con sé la mancanza di un'atmosfera diversa dal solito: "Innanzitutto viviamo separati da tutti gli altri atleti. In una sorta di vuoto del biathlon. Sempre le stesse persone intorno, circa quattro-cinque squadre in ogni hotel. Per l'atmosfera, non si differenzia nulla dalla Coppa del Mondo. L'unica cosa è che lungo il tracciato ci sono gli anelli olimpici ovunque, che ricordano che non sei alla Coppa del Mondo, ma alle Olimpiadi".

Insomma Dmitrii e tutti gli altri biathleti durante queste due settimane vivono in una sorta di ‘bolla', lontani da tutti gli altri i partecipanti a queste Olimpiadi. Anche la distanza dagli altri siti dei Giochi è notevole: "Andare ad assistere alle gare di altri sport? Finché gareggio, è irrealistico andare da qualche parte, le distanze sono troppo grandi – spiega l'atleta rumeno – Forse dopo aver finito il programma con la staffetta andrò da qualche parte, ma le distanze sono davvero enormi, quindi non sono sicuro che ci riuscirò".
Dmitrii Shamaev protesta per le differenti collocazioni logistiche delle squadre di biathlon ad Anterselva
Alla domanda su eventuali "problemi organizzativi" ad Anterselva, Shamaev denuncia qualcosa che secondo lui poteva essere allestito meglio: "Corriamo in questo stadio da diversi anni, quindi tutto è familiare. Gli hotel sono noti a tutti. Nessun problema, tutto è fatto al 100%, niente perde, tutto è a posto, non ho notato stranezze. L'unico problema è che andiamo dall'impianto all’hotel con autobus di linea. Gli autobus sono piccolissimi, si riempiono tantissimo, bisogna stare in piedi. Gli autobus sono deboli, vanno lenti, in salita hanno difficoltà. E dobbiamo andare dall'hotel allo stadio in 40 minuti. Questo è già un problema per tutti gli atleti: troppo tempo in viaggio e troppa gente stipata uno vicino all'altro. Grande probabilità di ammalarsi, troppi contatti, tutti viaggiano con la mascherina".

Tuttavia non tutte le squadre devono sorbirsi il viaggio in bus di andata e ritorno tra albergo e impianto delle gare, qualcosa di ingiusto secondo il biathleta rumeno: "Le squadre top alloggiano tutte in alto. Cioè, le prendiamo lungo la strada verso l'impianto solo all'ultimo momento, mentre vanno allo stadio. Ma ho ho visto solo i francesi che viaggiavano con noi. In generale, le squadre top vanno con le loro macchine e arrivano allo stadio separatamente. Non so come sia successo che le squadre più forti alloggino lì. Ma il fatto è che qualcuno vive praticamente sullo stadio, a un minuto di macchina, mentre noi viviamo a 40 minuti, e molte squadre sono con noi. Quindi in questo senso non mi piace questa Olimpiade, perché tutti sono in condizioni diverse. A mio avviso, qui dovrebbe esserci un Villaggio Olimpico (e non un gruppo di 5 hotel, ndr) e tutti dovrebbero essere in condizioni uguali".
"Nella cerimonia d'apertura a Cortina mancava l'atmosfera olimpica"
Shamaev ha partecipato alla cerimonia inanugurale dei Giochi nella location di Cortina e nelle sue parole c'è il rimpianto di essersi perso la sfilata allo stadio Meazza: "Devo dire che ho sempre immaginato la cerimonia di apertura delle Olimpiadi in modo un po' diverso. Mi sarebbe piaciuto sfilare per lo stadio a Milano, con le sue enormi tribune: me lo immaginavo così. A Cortina avevamo tutto lungo la strada, c'era molta gente, ma ovviamente a Milano era più grande. Mancava l'atmosfera olimpica". E torniamo sempre a quell'atmosfera che Dmitrii avrebbe voluto respirare maggiormente in questi Giochi invernali italiani.