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Kimi Antonelli: “Non mi sono goduto la vittoria a Suzuka. Pensavo alla partenza, una roba scioccante”

Kimi Antonelli racconta perché non si è goduto fino in fondo la vittoria nel GP del Giappone 2026: la partenza sbagliata, la rabbia dopo Suzuka e il lavoro già iniziato per migliorare.
A cura di Michele Mazzeo
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Il dato più interessante non è la vittoria, e forse nemmeno il fatto che Kimi Antonelli sia arrivato alla pausa di aprile da leader del Mondiale. È che, anche dopo aver vinto ancora, il 19enne della Mercedes non ha scelto di raccontarsi attraverso l'impresa, ma attraverso l'errore. È lì che si capisce perché il suo inizio di F1 2026 stia colpendo così tanto. A Suzuka è partito dalla pole, ha vinto il GP del Giappone, è diventato il più giovane di sempre in testa al campionato, ma appena si è fermata l'adrenalina il suo pensiero è tornato subito a quei metri iniziali andati storti.

Nell'intervista concessa a Sky da San Marino, dove è rientrato durante la lunga pausa del calendario, il bolognese lo ha detto senza girarci intorno: "Sì, devo dire che in Giappone la domenica non mi sono goduto la vittoria come volessi perché ero incavolato per la partenza". Poi ha aggiunto la frase che fotografa meglio il suo stato d'animo: "Però ero molto arrabbiato per la partenza, perché è stata una roba scioccante proprio, da mani nei capelli. Ci sto già lavorando".

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È un'ammissione che pesa più di molte celebrazioni. Perché conferma ciò che si era già visto nel dopogara di Suzuka e perfino dopo la pole del sabato: Antonelli tende sempre a spostare l'attenzione su ciò che non ha funzionato, anche quando tutti attorno a lui parlano di record, talento e consacrazione. È una forma di autocritica rara per uno della sua età, ma anche il segnale di una lucidità che a questo livello conta quasi quanto la velocità.

Non è un aspetto secondario. Le partenze, in questo inizio di stagione, sono il vero punto su cui sente di dover crescere più in fretta. E la pausa forzata della F1, che da un lato gli spezza il ritmo proprio nel momento migliore, dall'altro gli offre il tempo per intervenire su quel limite in modo concreto. "Sicuramente mi allenerò al simulatore per le partenze, adesso mi arriverà il volante con tutti i miei settaggi", ha spiegato, chiarendo che il lavoro è già partito.

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Ma il suo programma in queste settimane non si fermerà al simulatore. Antonelli ha già pianificato una pausa tutt'altro che morbida, costruita quasi interamente attorno alla pista: test in GP2, test Pirelli con la Formula 1 al Nurburgring, giornate in go-kart e, se ci sarà la possibilità, anche una sortita in GT. In mezzo ci saranno allenamento fisico e lavoro da casa, con l'obiettivo di arrivare a Miami senza aver perso brillantezza e soprattutto con più automatismi nelle fasi di partenza. In pratica, nessuna celebrazione prolungata: solo un'agenda piena per provare a trasformare il suo punto debole in un aspetto meno vulnerabile.

È anche questo che distingue oggi il pilota italiano da molti altri giovani esplosi in fretta: la capacità di non accontentarsi mentre tutti attorno esagerano con gli elogi. La vittoria di Suzuka gli ha dato classifica, slancio e attenzione mediatica. Ma lui, invece di godersi tutto fino in fondo, ha scelto di restare lì, inchiodato a quei metri iniziali che non gli sono piaciuti. E forse è proprio questo il segnale più forte mandato dal nuovo leader del Mondiale: Kimi Antonelli si sta prendendo la scena, ma continua a comportarsi come uno che sente di avere ancora tutto da migliorare.

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