Di chi è e quanto costa la rarissima Ferrari utilizzata da Leclerc per il suo matrimonio a Monte Carlo

A Monte-Carlo, per una volta, non ha vinto il rumore dei motori moderni. Ha vinto la storia. Il pilota della Ferrari in Formula 1 Charles Leclerc e la modella Alexandra Saint Mleux si sono sposati con un rito civile riservato, poi hanno "bucato" la bolla della privacy con un dettaglio impossibile da ignorare: l'uscita degli sposi a bordo di una Ferrari 250 Testa Rossa del 1957, una delle vetture più desiderate (e più irraggiungibili) dell'universo collezionistico.
La domanda è inevitabile: di chi è la macchina? Ufficialmente, non si sa. Non ci sono comunicazioni sull'intestatario, e non è sorprendente: molte 250 TR vivono in collezioni private che scelgono di restare fuori dai radar. Ma un punto può essere sottolineato con forza: non è la Ferrari personale di Leclerc, non risulta parte della sua collezione privata "nota", composta soprattutto da Ferrari stradali recenti e qualche pezzo importante, ma non così importante come una 250 Testa Rossa.

Poi ci sono gli indizi "da strada", più eloquenti delle indiscrezioni: l'auto mostra una targa provvisoria da esportazione rilasciata dal Principato. Tradotto in modo semplice: non è un'auto immatricolata stabilmente a Monaco, e quel tipo di targa nasce proprio per circolare per un periodo limitato, spesso in vista di un trasferimento o di pratiche temporanee. Il dettaglio più interessante è la data di scadenza: 2 marzo 2026. Sembra un particolare tecnico, ma racconta una storia plausibile: la Testa Rossa sarebbe stata messa a disposizione "a tempo", con un utilizzo limitato ai giorni del matrimonio. Insomma, una supercar prestata, ma nel modo più esclusivo possibile.
E quanto vale un oggetto del genere? Qui si entra nel territorio dei numeri che fanno girare la testa. Le stime pubbliche oscillano, ma restano tutte su cifre da capogiro: si parla di 30 milioni di euro come ordine di grandezza "credibile", con picchi che in trattative riservate e passaggi di mercato possono avvicinarsi (o superare) la soglia dei 40 milioni a seconda di storia sportiva, originalità e certificazioni.

A rendere la 250 TR un mito non è solo il prezzo: è la sostanza. Sotto il cofano c'è il celebre V12 Colombo da circa 3.0 litri, alimentato da carburatori Weber, capace di spingersi fino a circa 300 CV: numeri enormi per la fine degli anni '50. Il tutto su un telaio tubolare leggerissimo, con un peso complessivo attorno agli 800 kg: la ricetta perfetta per le gare di durata, dove contavano velocità e resistenza, ma anche la possibilità di "trattare bene" gomme e freni per ore.
E proprio qui entra in scena la firma estetica che la rende inconfondibile: i "pontoon fender", quei parafanghi anteriori staccati dal corpo vettura che non sono solo un colpo d'occhio. Nascono anche per motivi pratici, legati alla gestione dei flussi d'aria e al raffreddamento nella zona freni. Di questa carrozzeria, Ferrari costruì appena 19 esemplari: è uno dei motivi principali per cui, quando una 250 TR "pontoon" appare in pubblico, diventa immediatamente un evento.

Di quei 19 gioielli, alcuni proprietari sono pubblicamente noti: tra i nomi più celebri c'è Ralph Lauren, mentre un esemplare è legato a un grande museo americano come la Simeone Foundation. E poi ci sono collezionisti e figure dell'industria associati a telai specifici, come Lord Anthony Bamford, oltre a proprietari noti nel mondo Ferrari come la famiglia Wang e Harry Yeaggy. Per molte altre 250 TR, invece, l'ultima parola resta "riservatezza": le auto esistono, circolano negli eventi giusti, ma l'intestazione resta un segreto.
Il risultato finale, però, è chiaro: la Ferrari scelta da Leclerc per il "sì" non è solo un'icona. E non è nemmeno l'ennesima dichiarazione d'amore del pilota monegasco alla casa di Maranello. È un messaggio: a Monte-Carlo puoi sposarti in silenzio, ma se esci su una Ferrari 250 Testa Rossa del 1957, il mondo se ne accorge comunque. E se a farlo è colui che tra qualche giorno sarà chiamato ad iniziare la rincorsa per provare a riportare il Cavallino Rampante sul tetto del mondo in Formula 1, forse, ancora di più.