
Dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia il calcio italiano è in stato di agitazione. La terza esclusione di fila dai Mondiali potrebbe mettere in atto una rivoluzione: Gravina valuta le dimissioni da presidente della FIGC e oggi alle 14:30 è in programma un incontro con tutte le componenti della Figc (Serie A, Serie B, C, Dilettanti, Associazione allenatori e Associazione calciatori). Malagò e Abete i nomi favoriti per sostituirlo. Anche Gattuso vicino all'addio alla panchina della Nazionale.
Ceferin difende Gravina: "Non è sua responsabilità, ma dei politici italiani"

In questa giornata di grande tumulto Aleksander Ceferin è l'unico a esporsi in favore di Gravina, scelto personalmente come primo vicepresidente dell’Esecutivo di Nyon. In un'intervista alla Gazzetta dello Sport ha difeso il presidente della FIGC: "Quando ero presidente della federazione slovena dicevo sempre al ct: ‘Se vincerete, tu e i giocatori sarete gli eroi. Se perderete, la colpa ricadrà su noi due'. Non è assolutamente responsabilità di Gabriele e non mi permetterei di attaccare né i giocatori né l’allenatore. Forse sono i politici italiani che dovrebbero chiedersi perché l'Italia ha una delle peggiori infrastrutture calcistiche d’Europa".
Chi può mandare a casa Gravina?
La riunione convocata oggi sarà decisiva per il futuro del calcio italiano. Un anno fa Gravina è stato eletto per la terza volta come presidente della FIGC con il 98.7% dei voti e potrebbe restare in carica fino al 2028, a meno che non decida di rassegnare le dimissioni al termine dell'incontro di oggi, l'alternativa più probabile. Ma c'è anche un'altra strada possibile, ossia l'intervento del Coni per commissariare la Federazione, previsto dall'articolo 6 comma 4 lettera f1 e dall'articolo 7 comma 5 lettera f: "è il Consiglio nazionale del Coni che delibera, su proposta della Giunta Nazionale, il commissariamento delle Federazioni Sportive Nazionali e delle Discipline Sportive Associate, in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni nell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, ovvero in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso che non siano garantiti il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali".
Gravina aveva chiesto a Gattuso di restare
Subito dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia Gravina aveva allontanato l'ipotesi delle dimissioni, chiedendo anche a Gattuso di restare sulla panchina della Nazionale, contrariamente a quanto aveva sempre detto. Ma se dovesse esserci la sfiducia nel consiglio federale convocato per questo pomeriggio la situazione potrebbe capovolgersi completamente.
Anche Gattuso e Buffon verso l'addio alla Nazionale: chi può sostituirli
Non solo Gravina, oggi potrebbe essere giornata di dimissioni anche per Gattuso e Buffon. Quella contro la Bosnia potrebbe essere l'ultima partita per il commissario tecnico, vicino ad annunciare il suo addio: il sogno gli Azzurri sarebbe il ritorno di Conte oppure la nomina di Allegri, i due nomi più forti attualmente sul tavolo anche se la strada resta complicata perché in Italia non è possibile avere il doppio incarico club-Nazionale.
Abodi durissimo con Gravina: "Scorretto negare le proprie responsabilità"

Il giorno dopo la sconfitta dell'Italia contro la Bosnia anche il Ministro dello sport Andrea Abodi ha auspicato una rivoluzione nel calcio italiano: "È evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc". Ha lanciato anche un messaggio a Gravina che oggi potrebbe dimettersi: "Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l'impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiani e reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali".
Gravina vicino alle dimissioni: oggi giornata decisiva
Alle 14:30 si terrà una riunione con tutte le componenti della FIGC che potrebbe portare alle dimissioni di Gravina dopo l'esclusione dell'Italia ai Mondiali. Nell'incontro si faranno valutazioni approfondite sulla situazione: a febbraio dello scorso anno tutte le componenti hanno sostenuto il presidente con il 98% dei voti la ma la fiducia nelle ultime ore si è incrinata e potrebbe portare a un grande cambio al vertice.