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Vermeersch minacciato di morte dai tifosi di van Aert per aver “favorito” Ganna alla Dwars door Vlaanderen

Florian Vermeersch, ciclista belga della UAE Emirates XRG, dopo la Dwars door Vlaanderen è stato bersaglio di insulti e minacce sui social: “Ho visto che lo stesso è accaduto a Bastoni, è stato terribile”
A cura di Alessio Pediglieri
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Florian Vermeersch è stato tra i protagonisti alla Dwars door Vlaanderen, Classica del Nord che si è corsa in settimana e che ha visto trionfare Filippo Ganna, dopo una progressione inarrestabile negli ultimi metri su Wout van Aert che aveva provato a staccarsi dal plotone evitando la volata finale. Il belga della UAE Emirates XRG è stato successivamente bersagliato da insulti e minacce di morte sui social. Una pioggia di critiche nata dalla sua azione che, secondo alcuni tifosi di van Aert, avrebbe favorito proprio la vittoria di Filippo Ganna.

Una situazione limite che ha scosso oltremodo il 27enne belga che si è ritrovato a dover gestire un'ondata di odio senza precedenti, né reali motivi. "Non mi era mai successo prima", ha raccontato Vermeersch, sconsolato, a Vive le Vélo. "Non avevo mai pensato che la cosa potesse sconvolgermi, almeno per qualche momento. È stata più dura di quanto potessi aspettarmi". Tutto è nato dopo un commento da parte del cronista della TV belga che ha sottolineato un'opinione personale poi fatta propria da diversi tifosi: "Ganna ha vinto grazie a Vermeersch" aveva concluso, rileggendo a proprio modo i momenti finali della corsa.

Van Aert a supporto di Vermeersch: "Questo è il mondo in cui viviamo…"

"Mi rendo conto che non capita solo a me" ha poi ancora aggiunto Vermeersch. "Ho visto un articolo su Bastoni, che ha ricevuto minacce di morte per un errore. È una cosa comune, ma questa volta il bersaglio ero io e mi ha colpito particolarmente". Ha poi concluso, per un episodio che ha scosso moltissimo l'opinione pubblica belga e che ha spinto lo stesso van Aert a prendere parola: "È fin troppo facile pubblicare commenti online e dire cose incredibilmente cattive perché le persone si sentono al sicuro dietro uno schermo del computer" ha sottolineato il ciclista della Visma. "Non dovrebbe essere così, ma è questo il mondo in cui viviamo… So bene anch'io cosa si prova"

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