La Lazio recrimina contro la moviola a Verona ma alla fine strappa un successo che la rilancia nella corsa all'Europa (in attesa di sapere cosa farà l'Atalanta). Così, salgono a quattro i successi di fila in campionato, con la trasferta veneta che lascia i capitolin agganciati alla carovana che sogna l'Europa con gli uomini di Inzaghi che ritrovano continuità di rendimento. Per il Verona, una sconfitta senza colpo ferire, senza aver quasi mai realmente provato a cercare l'intera posta in palio.

Poco da chiedere da parte del Verona di Juric se non un successo interno di prestigio per una classifica che è già abbondantemente soddisfacente così. Per la Lazio, una trasferta da Europa: al di là della partita da recuperare contro il Torino, i capitolini sono in ritardo per timbrare un posto nelle prossime Coppe europee e al Bentegodi è d'obbligo cercare i tre punti.

Per Inzaghi il pomeriggio scorre lento e senza la sensazione che qualcosa si possa smuovere a proprio vantaggio: il primo tempo, a reti inviolate segna uno sconsolante tre tiri in porta contro uno solo degli scaligeri, ma nessuna autentica palla gol su cui poter costruire qualcosa di importante. Milinkovic ci prova solo dopo 4 minuti a dare la sveglia ma non ci riesce come dopo poco la mezz'ora quando è Ciro Immobile a innescare la marcia giusta ma a fermarsi solamente contro il palo sinistro della porta di Silvestri.

Sfortuna e poca mira lasciano il match senza gol per più di un'ora, complice anche un Verona che gioca col freno a mano tirato. Una sola mezza occasione prima dell'intervallo firmata da Lazovic e poi nulla più. Agli scaligeri non serve nemmeno il grande brivido freddo della ripresa quando dopo solo una manciata di secondi la Lazio si porta anche in vantaggio: Caicedo si inventa la giocata in solitaria ma è il VAR a strozzare il grido di gioia dei capitolini. Fallo a inizio azione, su Magnani, rete annullata e 0-0 che persiste.

La Lazio ci prova con maggior convinzione, il Verona pensa a non subire prima che trovare il modo di essere incisivo in attacco. Ma il risultato non schioda dallo 0-0 fino al 92′ quando è Milinkovic Savic a trovare lo stacco decisivo: colpo di testa in area e palla alle spalle di Silvestri per tre punti pesantissimi. E la gioia finale che fa dimenticare sfortuna e moviola.