La Germania valuta il boicottaggio dei Mondiali dopo le minacce di Trump: deciderà la federazione

La Germania riflette sull’ipotesi boicottaggio dei Mondiali 2026 negli USA dopo le minacce di Trump sulla Groenlandia e sui dazi commerciali verso l’Europa. Il governo tedesco ha chiarito che non interverrà direttamente su un’eventuale rinuncia ai Mondiali 2026, lasciando ogni decisione alle autorità sportive.
Saranno infatti la Federazione calcistica tedesca (DFB) e la FIFA a valutare in piena autonomia se partecipare o meno alla rassegna iridata organizzata da Stati Uniti, Canada e Messico.

Come spiegato dalla segretaria di Stato per lo Sport, Christiane Schenderlein, Berlino rispetta l’indipendenza dello sport e non intende influenzare scelte che spettano esclusivamente alle federazioni competenti. Il tema è tornato d’attualità dopo le tensioni internazionali legate alle dichiarazioni di Donald Trump, in particolare sulle ambizioni statunitensi sulla Groenlandia e sulle minacce di dazi commerciali verso l’Europa.
Quasi la metà dei tedeschi approverebbe il boicottaggio dei Mondiali
In Germania, le prime prese di posizione politiche non si sono fatte attendere. Alcuni esponenti della CDU e della SPD hanno ipotizzato il boicottaggio come estrema misura di pressione, arrivando persino a evocare l’annullamento del torneo qualora lo scenario geopolitico dovesse aggravarsi. Secondo un recente sondaggio, quasi un tedesco su due sarebbe favorevole a non prendere parte alla competizione in caso di un’ulteriore escalation.
La nazionale tedesca, quattro volte campione del mondo e presente a tutte le edizioni dal 1954 in poi, si trova così al centro di un dibattito che intreccia sport e politica. Sullo sfondo resta anche il rapporto sempre più stretto tra Trump e il presidente FIFA Gianni Infantino, un elemento che alimenta ulteriormente le polemiche in vista del Mondiale nordamericano.