Come Pep Guardiola a Barcellona oppure Zinedine Zidane a Madrid. La scelta della Juventus di affidare ad Andrea Pirlo la formazione Under 23 rientra in questa ottica, un piano preciso: permettere all'ex campione del mondo di farsi le ossa in panchina, osservare il campo da un'altra prospettiva, imparare cose nuove (quando sei dall'altra parte della barricata l'approccio è differente), crescere e (magari) meritare in futuro anche la fiducia della prima squadra. Non adesso, non ancora e soprattutto non subito. Prima di compiere il grande salto avrà bisogno di un po' di rodaggio ed esperienza come il "collega" catalano (che ha iniziato nel Barça b) oppure il rivale francese nella finale di Berlino 2006 (alla guida del Castilla).

Ecco perché, una volta terminata l'esperienza di Fabio Pecchia (reduce dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C), sarà Pirlo a ereditarne il testimone. Se tutto andrà bene potrebbe addirittura ritrovarsi in Serie B, considerata l'avventura nei playoff dei bianconeri.

Dalla teoria alla pratica. Tre anni fa l'addio al calcio giocato al termine di una carriera durante la quale ha vinto tutto, a livello di club (tra Juventus e Milan) e Nazionale (dal Mondiale all'Europeo Under 21). Nel 2019 ha frequentato il Master a Coverciano per "Allenatore professionista di prima categoria – Uefa Pro" e ora è giunto il momento di mettersi in gioco direttamente.

Vestirà di nuovo i panni del "professore" ma da una parte diversa del campo. Accanto a lui avrà un "vecchio" amico ed ex compagno di squadra: si tratta di Roberto Baronio, tra i maggiori candidati per affiancarlo alla guida dell'Under 23. Il gruppo si arricchirà anche di un altro ex bianconero che ha indossato di recente la maglia della Juventus. Si tratta del portiere Marco Storari: assunto in qualità di dirigente, si occuperà direttamente della squadra che milita in Serie C