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Gravina verso le dimissioni, Abete e Malagò tra le ipotesi per la presidenza della FIGC

Dopo il flop dell’Italia in Bosnia e la mancata qualificazione ai Mondiali, Gravina valuta le dimissioni da presidente della FIGC: Abete e Malagò in pole. La riunione federale sarà decisiva per il futuro del calcio italiano.
A cura di Vito Lamorte
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Dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, in casa FIGC si apre una fase decisiva. Il presidente Gabriele Gravina ha convocato per il 2 aprile un incontro con tutte le componenti federali – dalla Serie A alla Lega Pro, fino ad allenatori e calciatori – per analizzare la situazione e valutare i prossimi passi.

Proprio queste stesse componenti lo avevano rieletto nel febbraio 2025 con un ampio consenso, ma ora il clima è cambiato. Secondo le indiscrezioni, l’ipotesi più concreta è quella di dimissioni, con nuove elezioni da indire entro l’estate.

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In caso di cambio al vertice, i nomi più accreditati sono quelli di Giancarlo Abete, già presidente federale in passato e attuale numero uno della Lega Nazionale Dilettanti, e di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI.

FIGC nel caos: Gravina verso l’addio, corsa a due per la successione

Al di là della scelta finale, restano forti le pressioni per un cambiamento. La fiducia nei confronti di Gravina potrebbe incrinarsi, soprattutto se una delle principali componenti – come la Serie A – decidesse di prendere le distanze. Più prudente, invece, la posizione del CONI, che al momento esclude l’ipotesi di un commissariamento.

Le opzioni sul tavolo restano due: un passo indietro del presidente o un rilancio con una nuova struttura dirigenziale, magari affiancata da una figura proveniente dal mondo del calcio giocato. Tuttavia, l’ipotesi delle dimissioni appare oggi la più probabile.

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Intanto, anche dal fronte dei club arrivano indicazioni: il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha già espresso la propria preferenza per Malagò. Abete, però, resta una candidatura solida, forte dell’esperienza e dei consensi già maturati.

La riunione delle prossime ore sarà determinante per capire quale direzione prenderà il calcio italiano.

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