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21 Settembre 2022
11:12

De Zerbi trova subito un nemico in Inghilterra: “Due ore su Google e si è informato sul Brighton”

Roberto De Zerbi durante la sua presentazione ufficiale ha fatto intendere di conoscere bene il Brighton, ma c’è qualcuno che lo accusa di essersi fatto semplicemente un giro su internet: “Non ci vuole un genio, è un rischio prendere qualcuno col suo curriculum”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Domenica scorsa il Brighton ha annunciato ufficialmente che Roberto De Zerbi è il nuovo allenatore del club dell'East Sussex, andando a prendere il posto dell'amatissimo Graham Potter, a sua volta chiamato dal Chelsea a sostituire l'esonerato Tuchel. Il 43enne bresciano è dunque il secondo allenatore italiano presente nell'attuale Premier League, affiancando Antonio Conte che sta facendo volare il Tottenham. Se gli Spurs sono secondi ed imbattuti dopo le prime 7 giornate, il Brighton è appena dietro, quarto con una partita in meno. Una partenza strepitosa che mette pressione all'ex Sassuolo e Shakhtar, che dal canto suo la accetta volentieri: "Prelevo una squadra quarta in classifica, ma non è di certo un problema, anzi è uno stimolo maggiore".

Nel corso della sua presentazione ufficiale avvenuta ieri, De Zerbi si è detto fiducioso, anche per la somiglianza tra le sue idee di calcio e quelle instillate da Potter nel Brighton: "Essere qui dopo di lui mi facilita, perché trovo giocatori con delle caratteristiche perfette per quello voglio fare. La squadra ha uno stile di gioco molto simile a quello che ho in mente. Non nego che avrei avuto altre possibilità, ma quando il Brighton mi ha chiamato mi ha convinto, non ho avuto dubbi".

Chi di dubbi ne ha parecchi sull'esito dell'avventura di De Zerbi alla guida del Brighton è Graeme Souness, ex nazionale scozzese e poi allenatore, attualmente opinionista per talkSPORT. Proprio le dichiarazioni del tecnico bresciano hanno fatto saltare la mosca al naso al 69enne ex centrocampista della Sampdoria, che ha accusato De Zerbi di non sapere nulla del Brighton, sul quale secondo lui si sarebbe informato con un corso accelerato su internet. Inoltre il suo essere inesperto di Premier League sarebbe l'elemento decisivo che lo condannerà.

"Penso che sia un rischio, stai portando qualcuno che non conosce il nostro gioco – ha detto Souness – Grazie alla tecnologia moderna puoi utilizzare Google. Hanno detto che ha impressionato con la sua conoscenza del Brighton, quello che ha fatto in passato e il modo in cui gioca. Avrebbe potuto ricavarlo per la maggior parte da Google. Uno sa che sarà intervistato, quindi passa un paio d'ore su internet e ottiene quante più informazioni possibili. Non è opera di un genio".

Dichiarazioni ovviamente risibili, così come quelle successive di Souness: "È un rischio prendere qualcuno con il suo curriculum, sette panchine in nove anni. Se sei un allenatore eccezionale, le persone vogliono tenerti stretto. È come essere un giocatore. Se sei un giocatore che ha giocato in 12-15 squadre, questo dice molto di te. Se le persone vogliono tenerti, ti terranno perché sei davvero un buon giocatore, un tipo davvero bravo. È come quando spendi un sacco di soldi per un giocatore, idealmente vuoi qualcuno che ha giocato nel tuo campionato, ha segnato gol nel tuo campionato, è stato costantemente molto bravo nel tuo campionato, senza sorprese, senza infortuni. Hanno scelto un allenatore che non ha precedenti nel gioco inglese".

Detto che anche gente come Klopp, Guardiola, Mourinho e lo stesso Conte non avevano precedenti da giocatori o allenatori in Inghilterra quando sono approdati direttamente in un top club di Premier, anche l'argomentazione delle molte panchine cambiate è inconsistente. Souness mette nel conto addirittura il Darfo Boario – dove De Zerbi iniziò ad allenare nel 2013 in Eccellenza – e poi non lo sfiora l'idea che i vari passaggi da un club all'altro siano stati altrettanti step di una carriera in crescita, cosa abbastanza normale per un tecnico giovane, passando dal Benevento al Sassuolo e poi alla Champions con lo Shakhtar, lasciato peraltro solo per forza maggiore a causa della guerra. Insomma si tratta davvero di critiche insulse.

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