Chi sarà il nuovo presidente della FIGC: corsa tra Malagò, Abete e la tentazione di un ex calciatore

La corsa è lunga, lunghissima, praticamente una maratona. Gravina si è dimesso. Il prossimo 22 giugno verrà eletto il nuovo presidente della FIGC. Per ora nessuno pubblicamente ha detto di volersi candidare. Ma naturalmente qualche nome già si fa. Subito è stato tirato in ballo Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, che ha una serie di sostenitori ma anche chi non fa il tifo per lui. L'altro nome è quello di Giancarlo Abete, che nel 2014 si dimise dopo l'eliminazione rapida nei Mondiali del Brasile. Il terzo incomodo è Matteo Marani, il presidente della Lega di Serie C.
Malagò pare il favorito per la FIGC
Malagò al momento sembrerebbe in pole position. Ma è tutto molto aleatorio. Il presidente del Napoli De Laurentiis lo ha subito lanciato e pare che anche Beppe Marotta sia d'accordo. Ma per essere il candidato della Lega Serie A servono 14 voti, che non sono pochi soprattutto se si considera che Claudio Lotito, che quando ci sono votazioni importanti è sempre da tenere d'occhio potrebbe portare voti a qualcun altro, pure per motivi politici. Visto che Malagò non ha, per usare un eufemismo, un buon rapporto con il ministro Abodi. L'Associazione Calciatori, che ha un peso del 20 percento nell'elezione, invece pare possa schierarsi con l'ex numero uno del calcio italiano.

Abete l'altro grande candidato
Giancarlo Abete è uomo di calcio, è stato per sette anni presidente della FIGC, ma anche capo delegazione ai Mondiali 2006. Ed è il presidente della Lega Dilettanti, quella che pesa più di tutte le altre componenti, il 34 percento. Quindi senza il suo appoggio è dura vincere. E poi c'è Matteo Marani, apprezzato presidente della Lega di C, che viene visto come il terzo incomodo anche se con poche chance di elezione diretta. I suoi voti però contano e quindi sarà molto ascoltato, in ogni caso. Si era fatto anche il nome di Demetrio Albertini, con il passare delle ore il suo nome però è scivolato giù. Certo la tentazione di un ex calciatore a capo del movimento c'è sempre, ma pare comunque difficile.
Simonelli: "C'è chi preferirebbe un ex calciatore"
Di questo ha anche parlato il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli che in un'intervista al Corriere della Sera ha rivendicato il ruolo della Lega: "Siamo la locomotiva del movimento, anche se abbiamo un peso elettorale limitato, pari al 18%. Vogliamo che ci venga riconosciuto un ruolo centrale, di guida. E aggiungo una cosa. Un tempo tutti i presidenti federali erano espressione della A, negli ultimi anni non è più avvenuto. Non solo: non abbiamo vicepresidenze in federazione, eppure versiamo 130 milioni l’anno per garantire il funzionamento di tutto il movimento".

Simonelli non si è nascosto quando gli è stato fatto il nome di Malagò che vedrebbe come un eccellente candidato, ma che per ora non è il candidato della Lega di A: "È prematuro sbilanciarsi sui profili, Malagò è senz’altro uomo di grande esperienza ed è il dirigente di maggior autorevolezza che abbiamo in Italia. Ho letto che ci sarebbe disponibilità da parte sua a rivestire la carica da presidente FIGC. È ben visto da larga parte del sistema ma è prematuro investirlo come candidato della A, è necessario attendere l’input dei club".
Ma c'è la tentazione di un ex calciatore come presidente esiste e Simonelli lo conferma: "Non nego che c’è chi preferirebbe un ex calciatore per una questione di riconoscibilità all’estero e di conoscenze specifiche delle dinamiche di campo".