Abodi ancora all’attacco di Gravina: “Per la FIGC opportuno periodo di decantazione commissariale”

Si attendono sviluppi concreti nelle prossime ore dopo la nuova esclusione dell’Italia dal Mondiale. Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenuto a “Cinque Minuti” con Bruno Vespa, ha indicato una possibile strada per affrontare la crisi del calcio italiano: "Aspettiamo che vengano prese decisioni, mi auguro nelle prossime ore. Io credo che sia opportuno (per la Figc, ndr) un bel periodo di decantazione commissariale, che è possibile, e deve decretarlo il Coni, non può farlo la politica".
La politica si è tuffata a capofitto sulla FIGC e sulla figura del suo presidente, Gabriele Gravina, dopo la sconfitta della Nazionale in Bosnia e il mancato raggiungimento del pass per la Coppa del Mondo 2026. Già nelle scorse ore il ministro aveva puntato il dito contro l'attuale numero uno della Federazione e a distanza di poche ore ha rincarato la dose.

Secondo Abodi, questa fase dovrebbe servire a riorganizzare il sistema, accorciando la catena decisionale e mettendo attorno a un tavolo tutte le componenti del calcio italiano: "Sulla base di questo periodo, con la catena di controllo che si accorcia, mettere insieme le componenti e trovare delle soluzioni, compresa la riduzione delle squadre dei campionati".
Abodi scuote il calcio italiano: “Serve un commissariamento e un cambio radicale”
Il ministro ha poi sottolineato come le responsabilità non possano ricadere su una sola figura: "Il Consiglio federale deve fare un esame di coscienza perché, se ci riferiamo al presidente, non possiamo non pensare che ha preso il 98% dei consensi. L'assunzione di responsabilità è comune".


Altro tema centrale è quello dello spazio per i calciatori italiani, oggi sempre più limitato. Sulla possibilità di iniziare a far giocare gli italiani riducendo il numero di stranieri, invece, Abodi ha sottolineato che "è quel che cercheremo di fare. Vogliamo il cambio di un modello che non ha prodotto solo tre mancate qualificazioni ma che non riesce più a far esprimere il talento italiano, soprattutto quello giovanile. Lo facciamo fino all'U.19, già l'U.21 non si qualifica alle Olimpiadi da quattro edizioni. La dimostrazione di un modello che non funziona quando cresce e compete con l'estero".
Guardando al futuro, il messaggio del ministro resta chiaro: "Non ci arrendiamo alla marginalità. C'è un squadra che ha vinto il campionato Primavera senza un italiano in campo. Dobbiamo far tesoro di questa terza bocciatura mondiale e credo che, con l'aiuto dell'Europa, il numero di italiani in campo possa essere garantito. Propongo che, fatto il cambio al vertice federale, ci si metta subito con le componenti per trovare una soluzione in questa direzione".