Muore Gustavo Oliva, leggenda del padel: “La mia vita sulla Terra sta per finire, sono stato fortunato”

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La Spagna piange la leggenda catalana del padel Gustavo Oliva, scomparso a 58 anni. L’ultimo toccante post poco prima di morire.

Gustavo Oliva è morto a 58 anni a causa di un cancro al colon, diagnosticatogli tre anni fa. In queste ore la Spagna piange quella che è stata definita una "leyenda del padel". Figura di spicco di questo sport soprattutto in Catalogna, Oliva è stato considerato per oltre 25 anni un vero e proprio pioniere e punto di riferimento del padel iberico, contribuendo alla sua diffusione quando ancora non era il fenomeno di massa di oggi, fondando tra l'altro la Padel Academy Barcelona.

La sua scomparsa ha destato grande commozione non solo in tutta la Spagna, ma pure nella comunità del padel internazionale, anche per la toccante lettera d'addio pubblicata sui social poco prima di morire, quando ormai aveva capito che i suoi giorni erano al termine. Pur provato nel fisico e sofferente nell'animo, Oliva aveva trovato parole che colpiscono al cuore, esprimendo la sua gratitudine per tutto quello che aveva vissuto. Tantissimi i messaggi di cordoglio di personaggi di spicco dello sport spagnolo, come quello dell'ex numero 2 al mondo del tennis – catalano anche lui – Alex Corretja.

La diagnosi di cancro al colon tre anni fa, Gustavo Oliva sperava di "spezzare le statistiche"

Oliva, ex capitano della nazionale catalana di padel, aveva dato la notizia della sua malattia con un messaggio su Instagram pubblicato il 21 maggio dello scorso anno, spiegando che il suo cancro metastatico era a uno stadio avanzato con una scarsa prognosi. In quella occasione, Oliva aggiungeva che "l'avanzamento della medicina e dei trattamenti, il praticare sport intensamente anche a livello competitivo, e lo stare con familiari e amici", non solo erano "fondamentali per il livello di vita e la felicità completa", ma aiutavano a "estendere la speranza e la qualità della vita", per "spezzare le statistiche".

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Gustavo Oliva durante una sessione di allenamento: è stato un'istituzione del padel spagnolo

L'ultimo messaggio prima di morire: "Ho capito quanto sono stato fortunato a vivere una vita come la mia"

Gustavo non ce l'ha fatta ad andare oltre le aspettative fissate dal sapere medico e si è spento qualche ora fa. Il 7 ottobre, ormai prossimo alla fine, aveva pubblicato un ultimo, commovente messaggio su Instagram in cui si accomiatava dalla vita e da tutti quelli che gli hanno voluto bene: "La mia vita sulla Terra sta per giungere al termine a breve e, finché ne ho la possibilità, volevo condividere un paio di riflessioni. Andarsene a 58 anni, ai nostri tempi e nel nostro contesto, è presto. Ma nel corso degli anni ho imparato a guardare la vita con prospettiva, e questo mi fa capire quanto io sia fortunato per aver vissuto una vita molto piena e felice, aiutandomi ad andarmene con una pace e una tranquillità che nemmeno io avrei mai immaginato".

"Fino ad appena 200 anni fa l'aspettativa di vita non raggiungeva la mia – continuava il messaggio di Oliva – e il benessere di cui godiamo oggi non lo aveva nemmeno il più ricco dell'epoca. Perfino al giorno d'oggi, una grandissima parte della popolazione mondiale non ha l'aspettativa di vita che ho avuto io. Posso solo dire grazie a chi mi sta intorno. La mia famiglia mi ama tantissimo e ho cercato di circondarmi di amicizie di cui mi sento davvero fortunato. Ho imparato ad avere relazioni con chi ti fa stare bene, ti vuole bene e ti fa sentire esattamente per quello che sei. Per questo mi sento così felice e fortunato. Grazie di cuore famiglia, grazie di cuore amici".

L'ex campione e allenatore di padel – che lascia moglie e due figlie – concludeva poi con un invito alla prevenzione, visto che lui non l'aveva fatta, pagandone le conseguenze più estreme: "Se mai dovesse essere d'aiuto a qualcuno, vorrei ricordare l'importanza dei controlli medici e della prevenzione. Ho avuto anche la fortuna di avere una vita piena di salute, senza alcun contrattempo importante e potendo godere al massimo di ogni momento. Forse per questo e per un eccesso di sicurezza non ho seguito le norme base di prevenzione, e quando ho iniziato a notare i primi sintomi, avevo già un enorme cancro del colon-retto con metastasi al fegato, alla milza e a numerosi linfonodi. Seguendo la prevenzione consigliata, sono sicuro che sarebbe stato diagnosticato in tempo".

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