Ai Mondiali del 2014 appassionò i tifosi italiani alla pallavolo con le sue schiacciate. Poi il rapporto con Bonitta – ct della nazionale – s'è incrinato e Valentina Diouf, 23enne, opposto della Unet Yamamay di Busto Arsizio, ha ingoiato il boccone più amaro poco prima della partenza degli azzurri verso Rio 2016 e le Olimpiadi brasiliane. L'allenatore le comunicò la decisione con un sms… nemmeno una telefonata o un colloquio a quattr'occhi. Particolare che generò nella ragazza una delusione durissima da dimenticare. Lei, che aveva tutta la trafila delle selezioni giovanili tricolori vincendo un bronzo con l'Under 18 (Europeo 2009) e due ori consecutivi (il primo con l'Under 20 all'Europeo 2010, il secondo al Mondiale 2011 con la stessa rappresentativa), tagliata in pochi caratteri. Che botta, davvero.

La sua carriera decolla di slancio quando nel 2013 infila al collo il metallo più prezioso ai Giochi del Mediterraneo. La consacrazione arriva con la squadra di club: Valentina s'impone sul palcoscenico nazionale (miglior giocatrice nella Supercoppa italiana) e poi in ambito continentale (Champions League) quale migliore opposto. Le mancava solo la soddisfazione più grande, il compimento di un percorso che ogni atleta sogna ma la Diouf s'è fermata a un passo dal traguardo (non per volontà propria) quando Rio sembrava più vicina.

"Non parteciperò alle qualificazioni agli Europei perché non voglio più avere a che fare con quello staff – affermò ai microfoni del Tg Sport su Rai2 -. Una cosa del genere va detta direttamente. Bonitta? Non voglio più sentirlo". A Sanremo, durante la prima serata del Festival di Sanremo, c'è anche lui sul palco dell'Ariston.

Sanremo rappresenta una pezzo di storia della televisione italiana ed essere su quel palco credo sia il sogno di qualsiasi ragazza – ha raccontato alla Gazzetta dello Sport -. Sono una sportiva ma prima di tutto una donna, orgogliosa di scendere quelle scale. E farlo con un abito da principessa è una cosa bellissima.