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6 Marzo 2020
21:03

Antonio Martiniello morto investito da un treno. Arbitro di calcio, era sottoposto a Daspo

Antonio Martiniello, 31enne di Potenza Picena (in provincia di Macerata) è morto investito da un treno nel tentativo di sottrarsi all’arresto. L’uomo, arbitro di calcio, era sottoposto a Daspo di un anno con l’accusa di aver colpito con una testata un calciatore del campionato di Seconda categoria (aggressione avvenuta al termine della partita). Gravato anche dalla misura cautelare dei domiciliari, aveva provato ad allontanarsi da casa.
A cura di Redazione Sport
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Antonio Martiniello, 31enne di Potenza Picena (in provincia di Macerata) è morto investito da un treno nei pressi della stazione del suo paese. L'uomo, ex arbitro di calcio, era sottoposto a Daspo di un anno con l'accusa di aver colpito con una testata un calciatore del campionato di Seconda categoria. L'aggressione al portiere, Matteo Ciccioli, era avvenuta al termine della partita tra il Borgo Mogliano e il Montottone. La dinamica dell'incidente è attualmente al vaglio delle forze dell'ordine che stanno ricostruendo cosa è accaduto in quei momenti. Non si esclude che la tragedia possa essere stata causata da un gesto volontario.

Martiniello si trovava agli arresti domiciliari (e gravato dalla misura cautelare del braccialetto elettronico) a causa di una denuncia per stalking subita da parte di una ragazza (ex fidanzata). Nei giorni scorsi – secondo le notizie raccolte da Il Resto del Carlino – era uscito dalla propria abitazione contravvenendo al provvedimento e per questo i Carabinieri erano andati a prelevarlo per portarlo in carcere. L'ex direttore di gara prima s'è barricato in casa poi, quando sul posto sono giunti anche i Vigili del Fuoco, ha tentato la fuga: è scappato dal balcone e poi s'è diretto verso i binari. È stato allora che un treno in transito lo ha travolto. Per lui non c'è stato scampo.

A fornire ulteriori dettagli, utili a mettere assieme tutti i tasselli della vicenda, è stato il suo legale che ha provato a contattarlo. Dopo diversi tentativi, Martiniello avrebbe risposto al telefono chiudendo subito la comunicazione nonostante il tentativo dell'avvocato di indurlo a non aggravare la propria posizione. L'uomo, che aveva violato la misura dei domiciliari per essersi allontanato da casa per qualche minuto, ha provato a sottrarsi all'arresto. Nella fuga – secondo  quanto si appreso dalle cronache locali – l'ex arbitro aveva portato con con sé un cellulare (lo stesso al quale il legale gli aveva telefonato), una carta di credito e le chiavi di casa.

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