A quasi cinque mesi dal tragico schianto avvenuto sulla strada provinciale 146 di Pienza, sono emersi nuovi dettagli in merito alla causa dell'incidente di Alex Zanardi. Dopo le ricerche depositate in Procura a Siena dal professor Mattia Strangi, docente all’università di Bologna e chiamato a corroborare la tesi del camionista finito sotto indagine, nelle scorse ore è arrivato anche il risultato di un'altra perizia: quella svolta dal consulente della procura della Repubblica di Siena, nonché docente all’università di Firenze, professor Dario Vangi.

La causa dell'incidente

Esattamente come evidenziato da Strangi qualche settimana fa, anche la perizia di questo secondo consulente avrebbe dimostrato non solo come l'handbike non avesse nessun problema strutturale durante la gara, ma anche di come sia stata decisiva la velocità con la quale stava viaggiando Zanardi prima del tragico scontro con il tir. Secondo entrambi gli esperti, a provocare l'incidente sarebbe infatti stata la perdita di controllo della handbike che in quel momento viaggiava ad una velocità di 50 km all'ora, contro i 38 presumibilmente segnati dal contachilometri del camion contro il quale è andato a sbattere il bolognese.

L'errore di Zanardi

Nelle due relazioni, non vengono inoltre menzionati né avallamenti del manto stradale, né buche, né tantomeno viene citata l'ipotetica invasione della corsia opposta da parte dell’autotreno. A provocare l'incidente sarebbe dunque stata solo una manovra sbagliata dell'ex pilota emiliano. Secondo Mattia Strangi e Dario Vangi, il campione paralimpico finì infatti per andare in sovrasterzo e ribaltarsi, dopo aver imboccato la curva ad alta velocità (e molto vicino alla linea di mezzeria) ed essersi trovato davanti l’imponente autotreno.

Una tesi che però non convince i famigliari di Zanardi e soprattutto il loro consulente Giorgio Cavallin, secondo il quale ci sarebbe invece una presunta invasione della corsia da parte del camion. Le perizie dei due consulenti, verranno ora esaminate dall’autorità giudiziaria che in base ai risultati dovrà dare un suo parere e decidere se rinviare a giudizio il conducente dell'autotreno o archiviare l’accusa nei suoi confronti.