The Gentlemen 2, Michele Morrone è il gangster sovranista (e un po’ vannacciano) di Netflix

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Su Netflix la seconda stagione di The Gentlemen porta tre italiani nel crime di Guy Ritchie. Michele Morrone veste i panni di un gangster sovranista, orgoglioso delle proprie radici, spiccatamente “vannacciano”.

È uscita oggi, giovedì 3 settembre, la seconda stagione di The Gentlemen su Netflix. Il mondo criminale-aristocratico firmato Guy Ritchie torna con lo stesso mix che aveva reso irresistibile la prima stagione – sangue blu e sangue vero mescolati senza pudore – ma stavolta fa una tappa precisa in Italia, inserendo tre attori nostrani nell'organizzazione del duca Eddie Halstead (Theo James) e di Susie Glass (Kaya Scodelario).

Parliamo di Sergio Castellitto, Benedetta Porcaroli e Michele Morrone, in ordine inverso di apparizione. Ed è su Morrone che vale la pena fermarsi.

Il vannacciano di Netflix

Già divisivo in patria dopo l'intervista a Belve, Morrone rischia di dividere ancora, stavolta su scala globale. Il suo personaggio, Cico Maldini, è il sovranista tipo: orgoglioso della propria patria, sicuro delle proprie radici, ma con le idee piuttosto confuse su cosa quella patria rappresenti davvero. È l'italiano medio riletto attraverso lo sguardo (non troppo tenero) di uno sceneggiatore inglese.

E qui sta il punto interessante della serie: il modo in cui Ritchie dipinge i malavitosi italiani non è troppo lontano da come, in fondo, siamo abituati a vederci raccontare da fuori. Caciaroni, melliflui, baldanzosi, con una parlantina che non si ferma mai – salvo poi vacillare quando si tratta di passare ai fatti.

Lo scontro sul vino che vale il personaggio

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Cico: "Il vino italiano è migliore di quello di francese". Il Duca non la prende bene.

C'è una scena, in particolare, che riassume tutto: uno scontro tra Cico e il duca sul primato assoluto del vino italiano rispetto a quello francese. La linea di Cico è tanto orgogliosa quanto storicamente opinabile: sarebbero stati i romani a insegnare ai francesi come si fa il vino. Il duca, dal canto suo, non smentisce del tutto la tesi – ammette anzi di avere qualche bottiglia di Barolo Riserva in cantina – salvo poi lasciar intendere, con la flemma di chi non ha bisogno di alzare la voce per avere ragione, che i vini francesi restano superiori. È un piccolo scontro di civiltà giocato tutto in una battuta, e destinato ad evolversi nell'unico modo possibile per il mondo di Guy Ritchie.

Un equilibrio di potere che non sta mai fermo

A parte le schermaglie identitarie, The Gentlemen scorre con la stessa energia caotica della prima stagione. Il vero motore narrativo resta il rapporto di forza tra l'ascesa del duca e la sensazione costante che il potere della famiglia Glass sia sempre sul punto di vacillare: una famiglia che conosce fondamentalmente un solo linguaggio, quello della violenza.

A complicare ulteriormente lo scacchiere arriva la famiglia Moretti, guidata da un Castellitto famelico, spietato, italianissimo nel senso peggiore (e più divertente) del termine. Benedetta Porcaroli, invece, veste i panni di una sposa bellissima sul lago di Como, altro tassello di un'Italia da cartolina che la serie usa e insieme dissacra. Non si aggiunge altro, per non togliere il gusto della scoperta: The Gentlemen 2 è disponibile da oggi su Netflix.

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