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Perché Antonello Fassari è in Morbo K: l’attore aveva girato la fiction Rai sulla storia vera nel Giorno della memoria

Antonello Fassari nell’ultima interpretazione prima della morte: Nonno Moisè in Morbo K su Rai1. Le quattro puntate della fiction che racconta il rastrellamento nel ghetto ebraico di Roma sono dedicate all’attore scomparso prematuramente.
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Chi ha visto la prima delle quattro puntate di Morbo K – Chi salva una vita, salva il mondo intero, in onda il 27 e 28 gennaio su Rai1 in occasione del Giorno della Memoria ha potuto riconoscere Antonello Fassari nel ruolo di Nonno Moisé. L'attore romano, scomparso il 5 aprile 2025, è apparso nella fiction – che vede protagonista Vincenzo Ferrera –in quella che si è rivelata, di fatto, la sua ultima opera.

L'eredità artistica di Fassari nel racconto della Shoah

Per Antonello Fassari, che nella sua lunga carriera ha attraversato teatro, cinema e televisione con ruoli memorabili, Morbo K rappresenta un testamento artistico carico di significato. L'attore romano ha vestito i panni di Nonno Moisè, figura centrale della famiglia Calò travolta dal rastrellamento del Ghetto ebraico di Roma del 16 ottobre 1943.

La fiction ricostruisce uno degli episodi più drammatici della Seconda Guerra Mondiale nella Capitale: l'operazione nazista che in poche ore portò alla deportazione di oltre mille ebrei romani, di cui solo sedici fecero ritorno da Auschwitz. Al centro della narrazione, l'invenzione del finto virus "Morbo K" all'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina, stratagemma ideato dall'equipe medica per salvare decine di persone nascoste nel nosocomio.

Il ricordo del cast e del regista Francesco Patierno

In fase di presentazione alla stampa, i colleghi di Fassari hanno voluto condividere i ricordi delle riprese. Giacomo Giorgio, Vincenzo Ferrera, Dharma Manga Woods e Flavio Furno, insieme al regista Francesco Patierno, hanno testimoniato l'impatto della presenza dell'attore sul set e il privilegio di aver lavorato al suo fianco in un progetto così denso di valore storico e umano. La dedica finale "Alla memoria di Antonello Fassari" chiude le quattro puntate come un omaggio dovuto a un interprete che ha dato corpo e anima a una storia di resistenza e umanità.

La storia vera di Morbo K

Morbo K ricostruisce gli eventi del settembre-ottobre 1943, quando Roma cadde sotto l'occupazione nazista dopo l'armistizio dell'8 settembre. Il tenente colonnello delle SS Herbert Kappler promise alla comunità ebraica romana che in cambio di 50 chilogrammi d'oro avrebbe risparmiato le loro vite. La promessa si rivelò una menzogna: nonostante la consegna dell'oro, il rastrellamento venne comunque eseguito all'alba di sabato 16 ottobre, giorno festivo.

La storia del Morbo K, il virus inesistente inventato dall'equipe del Fatebenefratelli per terrorizzare i soldati tedeschi e impedire loro di setacciare il reparto dove si nascondevano gli ebrei, rappresenta uno dei più straordinari atti di resistenza civile durante l'occupazione nazista. Un episodio in cui la medicina si trasformò in arma di salvezza, dove l'astuzia e il coraggio di medici e infermieri riuscirono a ingannare la macchina dello sterminio.

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