Polemica in Rai per il nuovo programma di Cerno, Usigrai: “Basta esterni, smacco inaccettabile ai dipendenti”

La gestione delle risorse umane e finanziarie a Viale Mazzini finisce sotto la lente della magistratura contabile. L'Usigrai, il sindacato dei giornalisti del servizio pubblico, ha depositato una segnalazione alla Corte dei Conti per denunciare quello che definisce un ricorso eccessivo e ingiustificato a collaboratori esterni. Una pratica che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, starebbe interessando "non solo a Rai Sport, ma in tutti i programmi e le Testate".
Il caso Tommaso Cerno su Rai 2. A innescare l'ultima dura presa di posizione è la notizia del nuovo programma informativo in arrivo su Rai 2, nella fascia che precede il Tg2 delle 13. La conduzione sarebbe stata affidata a Tommaso Cerno, attuale direttore de Il Giornale. La notizia ha sollevato un polverone politico, con le critiche di PD e M5S alle quali Cerno ha risposto citando il recente caso di Andrea Pucci: "Vogliono tapparmi la bocca".
L'Usigrai, nel suo comunicato, definisce questa scelta come un segnale di sfiducia verso i dipendenti dell'azienda: "Evidentemente i vertici aziendali non intendono porvi un freno, se corrispondono al vero le voci di una nuova trasmissione prevista prima del Tg2 delle 13 ‘affidata' all'ennesimo esterno, in questo caso il direttore di un giornale da qualche tempo onnipresente in Rai in veste di ospite. L'ennesimo, inaccettabile, smacco alle professionalità interne, evidentemente ritenute inadeguate dal vertice a gestire questo spazio informativo". Il sindacato non si limita al caso Cerno, ma denuncia una tendenza generale che coinvolgerebbe l'intera azienda, citando anche il possibile approdo sulla stessa rete di un altro conduttore esterno direttamente da Striscia la Notizia, ossia Vittorio Brumotti.

Il sospetto dell'Usigrai è che il ricorso sistematico a contratti esterni nasconda una gestione poco oculata dei fondi pubblici. Per questo motivo, nel documento presentato alla Corte dei Conti, vengono posti quesiti diretti sulla trasparenza dei costi e sull'uso del denaro dei contribuenti: "È stata verificata la presenza di valide risorse interne, prima di attivare queste collaborazioni? Quanti sono e di cosa si occupano i collaboratori in Rai? Sono stati impiegati in modo corretto i fondi del canone, vale a dire dei cittadini?".
Il muro di gomma dell'Azienda. Secondo l'Esecutivo Usigrai, la decisione di procedere per vie legali è stata inevitabile dopo mesi di mancate risposte da parte dei vertici di Viale Mazzini. Il sindacato dichiara di aver chiesto più volte informazioni dettagliate senza mai ottenere dati certi: "Il risultato? Ancora una volta il silenzio: atteggiamento che caratterizza questo vertice aziendale. Confidiamo nell'operato dei giudici contabili per avere rassicurazioni e chiarimenti. A tutela dei posti di lavoro, dell'Azienda, delle cittadine e dei cittadini che pagano il canone".