Piera Meloni a Gianmarco Ciaccia: “Non è che a me questa situazione mi fa felice”

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Al Grande Fratello Vip Gianmarco Ciaccia resta nella casa e rimprovera a Piera Meloni un percorso fatto solo di storie d’amore. Lei gli dà ragione a metà: “Non è che a me questa situazione mi fa felice”.

Gianmarco Ciaccia voleva restare nella casa del Grande Fratello Vip per parlare con Piera Meloni, e ci è riuscito. Però il confronto che aveva chiesto non somiglia a un tentativo di riconquista. Somiglia di più a una riunione di lavoro. Lui le spiega cosa non funziona nella storia che sta raccontando, lei prova a difendersi e alla fine cede su un punto: il ruolo che ha nella casa l’ha scelto lei, ma non la rende felice.

Il sì di Piera e il patto: parlare, non tornare insieme

Il colloquio arriva dopo un passaggio molto duro. In puntata Piera, in lacrime, aveva chiuso con l’ex fidanzato sulla porta rossa. Al rientro Gian Marco le aveva chiesto se avrebbe dato la stessa risposta anche se lui se ne fosse andato senza insistere. Lei aveva ammesso che in qualche modo ne avrebbero parlato comunque. Gli aveva detto di volergli bene e di credere di amarlo, ma senza l’intensità provata in una relazione del passato. Gianmarco aveva visto in quella nostalgia più una forma di dipendenza affettiva che un sentimento, poi le aveva chiesto di restare. Piera aveva accettato con una premessa precisa: restare non vuol dire tornare insieme.

“Di cosa devo parlare?”

Le clip che girano sui profili di chi questo incontro lo sta divorando come un romanzo rosa mostrano come è andata dopo. Piera parte da quello che vede intorno a sé: nella casa di lei si parla solo d’amore, “e questo è il contesto principale in cui mi trovo in questo momento, di cosa devo parlare?”. Gian Marco non le lascia questo alibi: “Ho capito, ma ti ci sei messa te però”. Lei non arretra: “Infatti ci sto parlando”.

I due percorsi secondo Gian Marco

Da qui Gian Marco cambia registro. Mette le mani avanti, “è una mia opinione che può essere completamente sbagliata”, e poi espone la sua tesi: “Secondo me potevi fare due percorsi”. Il primo è quello che Piera sta facendo, “o sei affiancata a uno”, con conseguenze che, dice lui, “lo vedi anche in puntata”. Il nome che fa è ovviamente quello di Alessandro Roncaccia: l'elefante nella stanza.

Il secondo percorso è quello che Gian Marco avrebbe voluto per lei: “Creare una dinamica”, scherzare con gli altri, e soprattutto un’immagine precisa, “la classica ragazza magari di 23 anni che entra qua, dimostra che c’ha carattere e quello che deve dire”.

L’ammissione: “L’ho scelto”

La risposta di Piera è la parte più interessante del dialogo. Non contesta la tesi, ne prende atto: “Ok, ma io cosa ci posso fare? Cioè, ok, l’ho scelto”. Poi aggiunge la frase che pesa più del resto: “Perché non è che a me questa situazione mi fa felice”.

In un altro momento Gian Marco torna alla carica con un ragionamento che lascia a metà: “Una volta ci provi, vabbè, hai voluto fare un’esperienza. Due, alla terza ti piace?”.

L’ex che parla come un autore

C’è un paradosso in tutto questo. Gianmarco rimprovera a Piera di parlare solo d’amore, ma è lui stesso uno dei capitoli principali di quella storia: l’ingresso, la porta rossa, le lacrime, la richiesta di restare. E usa il lessico del programma, “dinamica”, “percorso”, “puntata”, come chi conosce bene il meccanismo del reality.

Nel merito potrebbe anche avere ragione: una ragazza di 23 anni entra al Grande Fratello Vip e in poche settimane il suo nome si ritrova legato a quello di due uomini. Il consiglio però arriva dalla persona meno neutrale della casa. Piera l’ha ascoltato, ha ammesso di aver scelto quel ruolo e di non starci bene. Adesso deve decidere se tenerselo.

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