Mentana lascia La7 dopo mesi di dubbi: “Aveva gli scatoloni pronti da settimane, Palazzo Chigi lo vorrebbe su Rai1”

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A La7 faticano ancora a crederci, ma in fondo lo sapevano: l’addio di Mentana apre il risiko tv. Per lui spunta l’ipotesi Rai 1 spinta da Chigi, ma la vera grana è chi prenderà il suo posto.

Gli scatoloni in redazione erano pronti già da tre settimane. A dispetto della sensazione di un rientro rientrato o di voci che via via sembravano sgonfiarsi nei corridoi, l'addio di Enrico Mentana al TgLa7, annunciato a sorpresa il 24 ottobre, non arriva come un fulmine a ciel sereno. Segnali inequivocabili, tensioni sotterranee e una strategia di uscita che il direttore aveva in mente da tempo e che ora apre ufficialmente la partita più complessa degli ultimi anni per i palinsesti della televisione italiana. Ora che la notizia è ufficiale, la vera domanda che agita i retroscena politici e mediali è una sola: quale sarà il destino professionale del giornalista che per sedici anni ha fatto la fortuna della rete di Urbano Cairo?

Le mire di Palazzo Chigi e l'ipotesi Rai 1

Le voci sul futuro di Mentana corrono veloci tra Roma e Milano, e i movimenti sottotraccia non mancano. Tra le ipotesi più accreditate che filtrano in queste restano in piedi quelle nostalgiche, dal clamoroso ritorno a Mediaset a una nuova avventura nei corridoi di Viale Mazzini. Non a caso, pare che da Palazzo Chigi guardino con grande interesse a un suo sbarco su Rai 1.

Un'operazione complessa, certo: affidargli la direzione di un telegiornale della rete ammiraglia a 71 anni comporterebbe non pochi ostacoli normativi e aziendali. Ma la pista che prende quota è un'altra, ovvero la creazione di uno spazio di approfondimento, un presidio forte e autorevole tagliato su misura per il suo stile di conduzione e di racconto della notizia, capace di fare da traino e da contrappeso politico.

Non è comunque del tutto tramontata una terza via: quella di una permanenza "interna" a La7, dismettendo però l'impegno quotidiano della direzione del telegiornale per virare verso formati differenti, magari incentrati unicamente sulle grandi maratone o su progetti speciali. Resta poi sullo sfondo la suggestione di un'intera rete all news targata Gedi e cucita interamente intorno a lui, un'idea ambiziosa che stuzzica più di un editore.

La grana della successione: chi raccoglie l'eredità del TgLa7?

Se il futuro di Mentana è un rebus, quello del TgLa7 è una polveriera. La direzione del telegiornale delle 20.00 — vero pilastro della linea editoriale ed economica della rete — non può restare scoperta a lungo e la corsa alla successione è ufficialmente aperta.

Due le linee guida sul tavolo di Urbano Cairo. Dalla pista interna,  con la redazione che vanta profili di altissimo spessore e di assoluta affidabilità editoriale. Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza nei corridoi ci sono quelli di Alessandra Sardoni e Paolo Celata, garanzie di continuità e competenza. Poi la soluzione esterna, con l'innesto di un nome di peso proveniente dall'esterno per blindare la testata. In questo scenario, riprende quota con forza l'ipotesi che vi avevamo anticipato tempo fa e che porta ditta ad Antonio Di Bella, profilo di lunghissimo corso tra Rai e grandi direzioni, ideale per traghettare la testata in una nuova fase.

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