La prima volta di Chanel Totti a Verissimo: da bambina si sentiva osservata perché figlia di Totti e Ilary
Oggi è un giorno da cerchiare in rosso sul calendario per la famiglia Totti-Blasi: sabato 19 settembre 2026, è il giorno della prima intervista televisiva di Chanel Totti. Diciannove anni, secondogenita di Francesco Totti e Ilary Blasi, reduce dalla vittoria a Pechino Express in coppia con Filippo Laurino, Chanel inaugura la nuova stagione del salotto del sabato, ammettendo subito alla padrona di casa Silvia Toffanin di essere "molto emozionata". Nell'intervista c'è spazio per la separazione dei genitori, per i fidanzati che non ci sono, per una madre appena risposata. Ma la frase che pesa di più arriva quasi di sbieco e riguarda una bambina di sette anni in una palestra.
Gli occhi addosso già a sette anni
Il ricordo è preciso. Chanel racconta di aver capito cosa significasse portare quel cognome nel momento in cui ha iniziato a fare sport. Non a scuola, dove gli istituti privati la tenevano dentro un recinto di pari, ma lì, tra spogliatoi e allenamenti, dove chiunque poteva osservarla: "Quando ho iniziato lo sport mi sentivo osservata anche dalle bambine, così, ovviamente magari tramite i genitori, perché loro cosa ne sapevano?". Il dettaglio più tagliente sta in quell'inciso sui genitori. Le altre bambine non sapevano nulla di Totti e di Ilary: erano gli adulti, a casa, a caricare di significato quella compagna di corso. Una bambina che lo intuisce a sette anni ha già imparato a leggere la stanza. E infatti si organizza, come fanno i piccoli che non hanno ancora parole per nominare il disagio: "Io mi ricordo che iniziavo gli sport sempre con un'amica che già conoscevo, mai da sola. Stavo, magari, più accompagnata, più protetta".
"Io non mi reputo nessuno"
Oggi quella corazza è diventata abitudine. Chanel sostiene di conviverci senza fatica, anche se gli sguardi per strada continuano a non piacerle. E consegna a Toffanin una battuta che suona come una provocazione involontaria: "Adesso ci convivo tranquillamente. Io non mi reputo nessuno, quando mi chiedono la foto io mi chiedo che ci devono fare con la foto mia. Ma non mi pesa".
La separazione vissuta sotto i riflettori
Quello sguardo collettivo, nel 2022, è diventato un tribunale. La fine del matrimonio tra Francesco Totti e Ilary Blasi è stata raccontata per mesi come una serie a puntate, tra comunicati, indiscrezioni e beni contesi. Per chi stava dentro quella casa, il rumore aveva un altro suono: "Io l'ho vissuta male anche perché sono due persone molto conosciute, quindi sui social si parlava tanto. C'erano tante cattiverie e cose non vere. Quello che abbiamo vissuto lo sappiamo solo noi". È la stessa bambina della palestra, cresciuta, che scopre di non poter più entrare in campo accompagnata da un'amica. Le resta un senso di impotenza che fatica a mettere a fuoco: "E quindi comunque ti senti… cioè, non puoi fare niente". Sulle recenti nozze della madre con l'imprenditore Bastian Müller, invece, nessuna esitazione: "Ma io, basta che lei sia contenta. Io voglio solo questo, ed è quello l'importante, veramente".
Cristian, Isabel e la materia prima che manca
Il capitolo famiglia si chiude con i fratelli. Con Cristian, diciotto mesi di differenza, un rapporto da "cane e gatto" che non ha mai smesso di essere un punto di riferimento: "Lui è molto, molto protettivo. Anche geloso, non lo fa vedere assolutamente, però te lo fa capire". Isabel, arrivata quando lei aveva nove anni, resta "la principessa di casa". Poi Toffanin sposta il discorso sui sentimenti e Chanel spiazza la platea: fidanzata sì, innamorata mai. E sogna di diventare madre presto, con un modello preciso in testa: "Mi piacerebbe tantissimo proprio avere quel legame che ho con mamma, con pochi anni di differenza, proprio crescere insieme. Ma manca la materia prima". Sui corteggiatori, la chiosa ironica: "Gli uomini, ad oggi, non è che si fanno tanto avanti".
Un progetto suo, lontano dal cognome
Nessun percorso universitario all'orizzonte. Chanel rivendica l'educazione come l'eredità più preziosa ricevuta dai genitori e guarda alla moda come terreno su cui costruire qualcosa di autonomo: "Voglio crearmi qualcosa di mio e iniziare a lavorare subito". È forse la chiave di tutta l'intervista. La bambina che entrava in palestra solo in compagnia oggi cerca un modo per essere guardata per ciò che fa, e non per il cognome che porta. Resta da capire se il pubblico, che per anni ha frugato nella sua famiglia, sarà disposto a concederle questa possibilità.