Hilary Swank incinta a 52 anni del terzo figlio con Philip Schneider: l’annuncio come fosse un film

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Hilary Swank aspetta il terzo figlio a 52 anni: l’attrice premio Oscar lo ha annunciato su Instagram con un video di famiglia cinematografico. Il parto è previsto a dicembre, tre anni dopo i gemelli Aya e Ohm.

L’ha presentato come si presenta un film in uscita, con tanto di data in calendario. “In tanti mi chiedono quale sarà il mio prossimo progetto: questo esce a dicembre”. Con questa didascalia, pubblicata su Instagram mercoledì 14 ottobre, Hilary Swank ha annunciato di aspettare il terzo figlio. Due Oscar in bacheca, 52 anni compiuti a fine luglio, l’attrice è già madre di Aya e Ohm, i gemelli nati nella primavera del 2023 dal matrimonio con l’imprenditore Philip Schneider.

Il video al buio e la data del parto

Niente ecografia, niente foto del pancione davanti allo specchio. Swank ha scelto un video girato al buio, in cui quattro sagome luminose ballano disegnate dai bastoncini fluorescenti: lei, il marito e i due bambini. Una delle figure porta all’altezza della pancia una sagoma più piccola, e il messaggio arriva prima ancora di leggere la didascalia. Il resto lo fa quel lessico da distribuzione cinematografica, ovvero il progetto, l’uscita, la data. Il parto è atteso per dicembre. Swank, nata il 30 luglio 1974 a Lincoln, in Nebraska, diventerà così madre per la terza volta a 52 anni, a poco più di tre anni e mezzo dalla nascita dei gemelli.

Dalla “prossima cosa” al “prossimo progetto”

La battuta sul progetto in uscita ha un precedente, e chi ha seguito la sua storia lo riconosce subito. Nell’ottobre del 2022, ospite di Good Morning America per promuovere la serie Alaska Daily, l’attrice aveva chiuso l’intervista con una formula simile: “Questa è una cosa che desideravo da tanto tempo e la mia prossima cosa è che diventerò mamma. E non di uno, ma di due”. Aveva 48 anni, era nel secondo trimestre e sul set nessuno sapeva nulla: per nascondere la pancia aveva tagliato i jeans di scena e ci aveva infilato sopra una giacca.

Quattro anni dopo il copione si ripete, con un cambio di registro: allora l’annuncio in diretta sulla tv nazionale, oggi un video casalingo affidato ai social. In mezzo c’è la nascita dei gemelli, arrivati il giorno di Pasqua del 2023 e presentati con una foto al tramonto, i due neonati in braccio davanti al mare.

Gli ovociti congelati a 37 anni e la scelta dei tempi

Sulla maternità arrivata tardi, Swank non ha mai fatto mistero. In un’intervista a Women’s Health uscita nell’aprile del 2025 aveva messo in fila le tappe: gli ovociti congelati a 37 anni, la gravidanza a 47, il parto a 48. “Avrei avuto figli prima. Non dico di aver aspettato di proposito fino a 47 anni”, aveva spiegato, “ma è stato un momento magico della mia vita, in cui tutto si è compiuto”. E su quella scelta fatta un decennio prima: “Per fortuna ho avuto la possibilità di congelare gli ovociti per il futuro”.

Nella stessa intervista l’attrice aveva rivendicato i vantaggi di diventare madre con una carriera già consolidata alle spalle: “Sono molto più paziente. Sono molto più comprensiva”. Un concetto ribadito ad aprile di quest’anno a E! News: “Personalmente sono stata felice di averli avuti più avanti nella vita”. Su come sia arrivata questa terza gravidanza, invece, Swank non ha aggiunto nulla.

Madri dopo i cinquant’anni, da Hollywood a Siena

Swank non è un caso isolato tra le celebrità che hanno avuto figli oltre i cinquant’anni. Naomi Campbell è diventata madre per la prima volta nel 2021, a 50 anni, e ha avuto il secondo figlio due anni più tardi. In Italia il precedente più noto, come abbiamo riportato anche su Fanpage.it al tempo, resta quello di Gianna Nannini, che nel novembre del 2010 ha dato alla luce la figlia Penelope a 56 anni, tra polemiche durissime che la cantautrice ha ricordato più volte nelle interviste degli anni successivi.

Per Hilary Swank, almeno finora, il racconto procede su un altro binario: un video fatto in casa, una battuta da addetta ai lavori, una data. Per una volta, la sua uscita di dicembre non avrà bisogno di una campagna per gli Oscar. Il pubblico che conta, stavolta, è già tutto in casa.

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