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Come cambia la programmazione Rai con lo sciopero dei giornalisti

Sciopero Rai dei giornalisti: ecco come cambia la programmazione su tutte le reti televisive e radiofoniche del servizio pubblico. Colpito anche il calcio.
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Lunedì 6 maggio dalle 5.30 del mattino fino alle 5.30 del mattino seguente, quindi per 24 ore, c'è lo sciopero dei giornalisti Rai. La mobilitazione contro l’influenza del Governo nell’informazione della Tv pubblica e le mancate risposte dell’azienda alle vertenze sindacali avrà un impatto significativo nella programmazione della redazione giornalistica, ma i telegiornali saranno comunque tutti garantiti seppure in forma ridotta. Sarà il primo di altri quattro giorni di sciopero annunciati. Vediamo come cambia la programazione.

I telegiornali Rai vanno in onda in forma ridotta, alcuni programmi non vanno in onda

Così cambia la programmazione delle redazioni giornalistiche: tutte le edizioni dei telegiornali delle reti Rai vanno in onda in forma ridotta mentre sono sospesi le rubriche e gli approfondimenti. La rete RaiNews24 garantisce le edizioni in forma ridotta ma per il resto va in onda con servizi registrati prima dello sciopero. I talk show di politica e attualità vanno invece in onda regolarmente. Lo sciopero colpisce anche la radio, di conseguenza i radiogiornali Rai. Colpita anche l'informazione sportiva: nella serata sarebbe dovuto andare in onda Tutto il calcio minuto per minuto per commentare le partite di Serie A Salernitana-Atalanta e Udinese-Napoli, ma è stata sospesa in osservanza dello sciopero.

Il comunicato dei giornalisti Rai

Il comunicato integrale dei giornalisti Rai:

Gli aggiornamenti delle notizie saranno ridotti per lo sciopero delle giornaliste e del giornalisti della Rai. Scioperiamo perché nel piano industriale Rai l'informazione è la grande assente, il ricambio tra giornalisti pensionati e nuovi assunti è bloccato dall'azienda che non bandisce una selezione pubblica per il reclutamento trasparente dei giornalisti e preferisce le chiamate dirette a partita Iva, alimentando nuovo precariato senza stabilizzare l’esistente. Inoltre gli strumenti per consentire il nostro lavoro quotidiano subiscono continui tagli, il premio aziendale di risultato è stato disdettato ai giornalisti ma di fatto non viene equiparato a quello degli altri lavoratori.

Scioperiamo per difendere l'autonomia e l'indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo dal controllo pervasivo degli spazi di informazione da parte della politica.

Continueremo a batterci per assicurare ai voi telespettatori il diritto a essere informati in modo equilibrato, affidabile e plurale. Saremo sempre dalla parte dei cittadini a cui appartiene la Rai.

La replica dell'azienda pubblica:

L'attuale governance della Rai sta lavorando per trasformare il servizio pubblico in una moderna digital media company. I giornalisti Rai rappresentano una risorsa fondamentale e per questo si sta sviluppando un modello in linea con le nuove sfide del giornalismo che non mette in discussione diritti acquisiti e posti di lavoro. È necessario puntualizzare l'impossibilità, nell'attuale quadro economico, di indire concorsi pubblici per nuovi giornalisti mentre invece si rendono necessari processi di ottimizzazione che consentono di allargare il comparto esistente di oltre 2000 unità. La Rai è sempre più impegnata a salvaguardare pluralismo e libertà d'espressione.

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