Cesara Buonamici avrebbe dovuto condurre il GF, ma Mentana la bloccò: “Disse che non sarei potuta tornare al TG5”
Una vera e propria sliding door televisiva che, a distanza di oltre venticinque anni, svela un capitolo inedito della tv italiana. Durante un ricordo dedicato all'indimenticabile Pietro Taricone e agli esordi del fenomeno sociologico del Grande Fratello, Cesara Buonamici ha fatto una confessione spiazzante: nel 2000 avrebbe dovuto essere lei al timone della prima, storica edizione del reality, poi affidata a Daria Bignardi.
A bloccare tutto, però, fu Enrico Mentana, all'epoca direttore del TG5. Come raccontato dalla stessa giornalista nel corso della puntata del 25 settembre: "Mi fu proposto di condurre la prima edizione storica del Grande Fratello, ma poi il mio direttore Enrico Mentana, ora lo posso anche dire, mi disse molto onestamente, e posso capirlo, che se avessi preso quella strada al TG5 non sarei tornata". Buonamici scelse allora di rifiutare e la sua fu una decisione che non ha mai messo in discussione. Del resto, legare il proprio nome a un formato considerato all'epoca un azzardo avrebbe potuto compromettere irrimediabilmente la credibilità giornalistica faticosamente costruita nel tg ammiraglio di Mediaset.
Dal veto di Mentana al ritorno in studio come opinionista: il cerchio che si chiude
Il destino, tuttavia, sa essere ironico. Quel mondo che le era stato precluso in passato, anni dopo ha finito per accoglierla a braccia aperte. La svolta è arrivata nel 2023, quando i vertici Mediaset l'hanno voluta fortemente in studio non più come conduttrice, ma in una veste inedita e di assoluto prestigio: quella di opinionista del reality. Un ruolo giocato da Buonamici con la sua inconfondibile cifra stilistica: lo sguardo tagliente, l'ironia misurata e quella patina di autorevolezza giornalistica calata in un contesto di dinamiche pop. Secondo il parere di chi scrive, un'intuizione azzeccata e uno dei punti di forza dell'intero programma: la presenza della giornalista ha infatti garantito al format quel tocco di lucidità critica e misura intellettuale capace di bilanciare perfettamente le derive più esasperate della casa. Una sorta di riscatto involontario, il suo, in cui la cronista è tornata a "maneggiare" il format che aveva sfiorato in passato, dimostrando una sorprendente versatilità televisiva. Il cerchio, insomma, si è chiuso perfettamente.