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Beffa Mediaset che perde Sinner per le ATP Finals: il tennis in Tv deve provare il suo successo anche senza di lui

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Il forfait del numero uno pesa sull’evento trasmesso per la prima volta da Mediaset: per il tennis italiano è l’ora di una prova di maturità, per dimostrare il suo appeal televisivo anche in assenza del suo volto di punta.

L'assenza di Jannik Sinner peserà sul finale della stagione tennistica, ma soprattutto sulle ATP Finals, l'evento che per il quinto anno consecutivo si svolgerà a Torino. Il numero uno al mondo italiano ha annunciato in queste ore un lungo stop fino al 2027, necessario per curare un'infiammazione al ginocchio. Il suo forfait non avrà effetti solo sul ranking mondiale, con l'inevitabile perdita della testa della classifica, ma peserà sull'evento dal vivo e sulla resa televisiva: a farne le spese sarà soprattutto Mediaset.

Come noto dallo scorso febbraio, i diritti per la trasmissione in chiaro delle Nitto ATP Finals sono stati acquisiti da Mediaset dopo le prime quattro edizioni aggiudicate alla Rai, che ha avuto la fortuna di poter raccontare i trionfi proprio di Sinner. Quello dell'azienda di Cologno Monzese è stato giustamente raccontato come un guizzo importante, una mossa di mercato molto scaltra per mettere un piede nel racconto del grande tennis in questa età d'oro per l'Italia.

Il primo passo, però, non potrà contare sul supporto fondamentale del volto di punta del tennis italiano, anche se ci sarà con ogni probabilità Fabio Cobolli, finalista al Roland Garros. Sebbene l'evento abbia una portata internazionale di grande rilievo, è indiscutibile che la risonanza del tennis in Italia in questi anni non sia stata solo favorita dai successi di Sinner – così come di Musetti, Cobolli e Berrettini – ma che il successo televisivo sia spesso dipeso in modo quasi assoluto dalla presenza degli atleti italiani in campo.

Non è detto, tuttavia, che la situazione non possa evolvere. Le ATP Finals potrebbero rappresentare un momento di svolta, dimostrando che il tennis è in grado di accattivare il pubblico generalista anche senza i nostri atleti in campo. È naturalmente la speranza di Mediaset e, per certi versi, l'appuntamento del prossimo novembre potrebbe essere l'occasione per una prova di maturità di questo sport, così da dimostrare di esistere anche oltre la logica campanilistica. D'altronde, se i Mondiali di calcio fanno il pieno d'ascolti anche senza l'Italia, perché non potrebbe succedere la stessa cosa con il tennis?

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"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
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