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Vincenzo Schettini: “Voti in più? Non per i click ma a chi studiava. Da 10 anni sotto gli occhi di tutti”

Schettini, finito al centro di una bufera mediatica, parla in un’intervista delle critiche a lui mosse per il metodo di insegnamento legato alle lezioni live su Youtube. E su quella frase pronunciata da Gazzoli: “Mi pento e mi dolgo di quel maledetto verbo, perché ho prestato il fianco”
A cura di Andrea Parrella
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Vincenzo Schettini è tornato a parlare dopo il clamore mediatico che si è creato attorno alla sua persona, frutto dalle dichiarazioni rilasciate al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, in cui aveva parlato dei suoi metodi di coinvolgimento degli studenti negli insegnamento attraverso le piattaforme digitali, in particolare con le lezioni online. In quel caso Schettini aveva pronunciato la frase "costringevo i miei studenti a guardare le live", frase da cui si è sollevato un polverone che, attraverso approfondimenti giornalistici varii, ha colpito la reputazione dell'insegnante, arrivando anche a compromettere la partecipazione dell'insegnante all'ultimo Festival di Sanremo, in bilico fino all'ultimo come vi avevamo raccontato su Fanpage.

In una lunga intervista rilasciata a Melog, programma in onda su Radio24, Schettini ha parlato per la prima volta apertamente della vicenda, pentendosi amaramente dell'uso di quella parola, costringere: "Io mi voglio scusare, perché mi rendo conto che il mio linguaggio un po' pugliese funziona, ma mi pento e mi dolgo di quel maledetto verbo, perché ho prestato il fianco".

Schettini ha spiegato come ha iniziato a utilizzare le piattaforme online per ampliare lo spazio di insegnamento fuori dalle mura scolastiche: "Istintivamente, a quegli studenti che avevo, dicevo di seguire una live su Youtube perché mi rendevo conto che mentre i 50enni ascoltavano la musica, i ragazzi ascoltavano i gamers e perdevano tempo. Quindi ho detto a me stesso che dovevo ritagliarmi uno spazio lì perché quella è la piazza in cui loro se la fanno e lì devo entrare". Della questione, nel dettaglio, aveva parlato Grazia Sambruna all'interno della puntata di Non è la Tv dedicata proprio alla vicenda Schettini.

L'insegnante si è poi soffermato su quello che lui ritiene essere un ingigantire della gravità del suo metodo: "Devo dire che tutta questa roba era sotto gli occhi di tutti da dieci anni e nessuno ha mai detto nulla ‘guadagnava, monettizzava', posso dire una cosa? In quel periodo delle live io avrei fatto prima a fare qualche lezione privata anziché prendere quella monetizzazione che piano piano è venuta fuori negli anni, all'inizio non c'era. È avvenuto perché io realizzavo contenuti di fisica anche diversi da quelli scolastici". Sul suo seguito: "I milioni di follower sono arrivati perché forse i miei contenuti hanno iniziato ad attirare i bambini, le nonne, gli anziani che scoprono la fisica delle calze".

Sui suoi metodi, e in particolare sulla richiesta di commenti per aumentare i voti ad allievi e allieve: "Anche durante le live il voto in più non era conseguente al cliccare, ma allo studiare. Dovevano produrre argomenti, pensare, risolvere i problemi". L'insegnante ha parlato quindi della sua scelta di chiedere un contratto part time, per coniugare insegnamento e attività fuori dalla scuola: "Tra l'altro io mi stavo rendendo conto che i ragazzi studiavano sempre meno. Dal 2020 io ho scelto di andare in part time perché avevo capito che qualcosa stesse cambiando. Quando ho compreso che ci sarebbe stato altro ho preso il part time verticale, mi ero reso conto che la fisica fuori dalla scuola potesse diventare un mestiere. Si tratta di una forma di contratto lavorativo che molti insegnanti scelgono, ognuno per motivi propri". 

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