Il destino beffardo di Alberto Rimedio, dalla finale di Euro 2020 persa per il Covid al tabù Mondiali

Il triste epilogo di Bosnia-Italia, con la terza esclusione consecutiva della Nazionale dai mondiali di calcio, ha anche un'altra sfumatura beffarda, che riguarda Alberto Rimedio. Con la sconfitta degli azzurri ai rigori il giornalista e telecronista inanella, incolpevolmente, un primato negativo difficile da battere, o almeno è quello che tutti speriamo augurandoci di potere assistere, in futuro, a una partecipazione più assidua dell'Italia ai mondiali. Da quando Rimedio ha raccolto il testimone da Bruno Gentili, non è riuscito mai a commentare una partita dell'Italia ai mondiali.
Il suo incarico da voce della nazionale inizia infatti nel 2014, subito dopo il fallimento della spedizione azzurra guidata da Cesare Prandelli in Brasile. Un esito che già allora portò a discorso molto simili a quelli che ascoltiamo in queste ore, l'esigenza di ricostruire, rilanciare il movimento calcistico nazionale, le richieste di dimissioni dei vertici della federazione. Una litania che il telecronista, suo malgrado, ha dovuto ascoltare in tutti questi anni a più riprese. Prima per l'eliminazione dell'Italia con La Svezia nel 2017, che portò alla prima clamorosa partecipazione mancata degli azzurri ai mondiali. Poi ancora nel 2021, a seguito della sconfitta della compagine guidata da Roberto Mancini contro la Macedonia. Infine ieri sera, dopo la disfatta ai rigori contro la Bosnia.
Una parabola molto sfortunata per Rimedio, destino beffardo che si completa con quanto accadde nel 2020, quando Rimedio fu privato dell'unica gioia che gli azzurri hanno regalato al Paese dopo la vittoria dei mondiali nel 2006, ovvero il trionfo a Euro 2020. In quell'occasione la voce di Rimedio aveva accompagnato l'Italia fino alla finale di Wembley, ma poche ore prima della partita fu costretto, assieme al collega Angelo Di Gennaro, a rinunciare alla telecronaca della partita a causa del Covid. A sostituirlo Stefano Bizzotto, che a sua volta riuscì ad aggiungere al suo percorso di carriera la gioia di poter raccontare una vittoria dell'Italia ai campionati europei.
Un dispiacere doppio per Rimedio, percepibile nei minuti successivi alla chiusura della partita con la Bosnia. Non è chiaro, al momento, se il suo ruolo di voce dell'Italia proseguirà in futuro, ma è certo che la sua parabola in queste ore viene associata a quello di Bruno Pizzul, che al pari di Rimedio non riuscì mai a festeggiare un trionfo degli azzurri in una competizione, continentale o mondiale, fermandosi per ben due volte a un passo dai festeggiamenti, negli Stati Uniti nel '94 e in Olanda nel 2000. A lui, almeno, fu risparmiato il dispiacere di vedere l'Italia fuori dai mondiali. Solidarietà a Rimedio.