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Morte di Silvio Berlusconi

Gerry Scotti ricorda commosso Berlusconi: “Se mi vedeva in tv si sentiva a casa, ovunque lui fosse”

Gerry Scotti si è collegato con il TG5 pochi minuti fa per ricordare e omaggiare Silvio Berlusconi, morto oggi a 86 anni. “Mi ha insegnato ad amare il mio lavoro. Mi disse che quando accendeva la tv e mi vedeva, si sentiva a casa”.
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A cura di Gaia Martino
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Morte di Silvio Berlusconi

In onda su Canale 5 in queste ore uno speciale del TG5 con Cesara Buonamici alla conduzione dedicato a Silvio Berlusconi, morto questa mattina di lunedì 12 giugno all'età di 86 anni. La giornalista, oltre a ripercorrere i momenti salienti della vita del Cavaliere, si è collegata con i grandi nomi dello spettacolo e non solo: tra questi Gerry Scotti che, nel ricordarlo, non è riuscito a trattenersi dal versare una lacrima di commozione.

Le parole di Gerry Scotti nel ricordo di Berlusconi

Gerry Scotti si è collegato pochi minuti fa con il TG5 per ricordare e omaggiare Silvio Berlusconi. Il volto Mediaset ha provato a descrivere l'imprenditore con la voce rotta dalla commozione, spiegando che è stato lui a trasmettergli i valori del suo lavoro: "Berlusconi per noi è stato il maestro del lavoro, ci ha insegnato ad amarlo, a rispettarlo, a rispettare le persone con cui facciamo il nostro lavoro, tecnici, sarte, parrucchieri, e rispettare le persone che del nostro lavoro usufruiscono, i telespettatori. Questa era la sua massima dottrina". Il celebre conduttore ha ricordato i grandi della tv, Mike Bongiorno, Corrado, Vianiello,  "personaggi già del mestiere e a loro non doveva insegnare nulla". "Ma a noi, ragazzi di bottega, ci ha trasmesso, non insegnato, i valori di questo lavoro. Non so se volente o nolente, questi valori hanno stimolato tutte le altre emittenti a fare come facevano noi con la tv commerciale. Credo che sia un bellissimo esempio anche per i nostri concorrenti", ha continuato. Il Cavaliere vedeva la tv come uno strumento che fa parte della famiglia, ha spiegato: "Uso spesso la parola elettrodomestico, credo che lui abbia sposato il mio concetto. Essere a casa degli italiani, anche nei loro luoghi più intimi, vuol dire condividere con la tv tanti momenti della propria giornata e della propria esistenza. Lui voleva che noi fossimo un pezzo di tutte le famiglie in cui entravamo". 

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Gerry Scotti ha poi esaltato le qualità di Berlusconi, ricordandolo come un uomo che amava i varietà, a cui piaceva ridere delle battute: "Ha amato i contenitori che occupavano l'intera giornata, tipo Buona domenica. La domenica bisognava stare in famiglia, guardare insieme un programma che doveva durare dalle 2 alle 8 di sera. E quando gliel'abbiamo fatto notare dicendogli che erano 6 ore di diretta, lui diceva "E cosa volete che siano? Ci si diverte". Quel divertimento arrivava nella casa degli italiani".

Il complimento di Berlusconi a Gerry Scotti

Scotti, provato per la morte di Berlusconi, ha poi raccontato un aneddoto del passato risalente ai suoi inizi in tv. "Quando siamo tornati sull'argomento dei miei esordi in tv, io mi sono permesso di dirgli che quando mi ha visto la prima volta disse a Cecchetto che io somigliavo al suo ragioniere. Lui cambiò idea. Mi ha detto: "Ti avevo giudicato così, ma oggi ovunque io sia e accendo la tv c'è la tua faccia, in quel momento mi sento a casa". Questa era la tv che voleva Silvio". Il conduttore prima di chiudere il collegamento si è lasciato andare alla commozione: "Ho tentato di non commuovermi. Oggi gli dico solo grazie, per tutto quello che ci ha regalato nella nostra vita".

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