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Striscia la notizia in prima serata, Ezio Greggio: ‘Non dobbiamo dimostrare nulla, chi siamo lo sappiamo’

Ezio Greggio è pronto alla prima serata di Striscia la Notizia. A Fanpage.it racconta il passaggio dal quotidiano in access al settimanale in prime time: “Ci saranno più spazi, più momenti inaspettati, ma l’attualità sarà sempre presente”. E sul rapporto con Antonio Ricci: “Telepatico. Capisco cosa vuole senza bisogno che me lo dica”.
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Striscia la Notizia si prepara al grande salto: da giovedì 22 gennaio, cinque puntate in prima serata su Canale 5 con Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti al timone. Un passaggio che per Greggio non è una scommessa, ma un "ritorno a casa" come racconta a Fanpage.it: un ritorno al varietà che ha sempre fatto, da Drive-In a Paperissima.

Quarantatré anni di sodalizio con Antonio Ricci, un feeling che definisce "telepatico" con il padre del tg satirico e con il suo compagno di avventure più longevo. In questa intervista, Greggio racconta la prima serata di Striscia senza retorica: "Non dobbiamo dimostrare nulla, chi siamo lo sappiamo".

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Ezio, come stai? Come sono le sensazioni in vista del debutto?

Ottime. Come sempre quando si fanno delle cose costruite bene. Striscia ha delle fondamenta enorme, di cemento armato, armato fino ai denti. È veramente piacevole lavorare in questa transizione tra quello che era un TG e il varietà che io ho sempre fatto. Per me è sempre stare a casa.

A proposito del passaggio in prima serata, nonostante l'esperienza senti che in questo momento c'è una differenza. C'è da parte vostra una voglia, uno stimolo in più di dimostrare di essere sul pezzo? 

No, ma io credo che non è che dobbiamo dimostrare qualcosa. Chi siamo lo sappiamo e lo sa il pubblico da parecchi anni. Con Antonio, parliamo di qualcosa come 43 anni di lavoro insieme perché abbiamo cominciato in prime time con Drive-In. Poi abbiamo fatto Paperissima che è sempre un prime time. Striscia è un access, ma insomma è cognato di un prime time. Quindi non credo che dobbiamo dimostrare qualcosa. Casomai stupire, ma sul dimostrare non ci serve. Aggiungeremo sicuramente degli argomenti e dei momenti che il pubblico non si aspetta, anche perché facendo il varietà abbiamo una dilatazione maggiore, abbiamo più spazi e quindi possiamo lavorare maggiormente su tutta una serie di cose assieme ad Enzo e agli ospiti che avremo.

Il fatto di poter lavorare con meno urgenza aggiunge degli elementi di novità?

È passare da un quotidiano a un settimanale, parlando di carta stampata. È ovvio che ci sono delle varianti proprio a livello di DNA delle cose che faremo, ma l'attualità sarà al centro come al solito. La tematica dell'attualità, di tutto ciò che il pubblico si aspetta e di quello che non si aspetta – in cui Striscia è una campionessa assoluta da sempre – credo sarà la parte interessante, con le novità rispetto alla tradizione che piacerà al pubblico. Non abbiamo dubbi. Siamo in grado di stupire.

Su Antonio Ricci, prima hai accennato al lungo sodalizio. Tu di fatto sei il simbolo di tutti i principali lavori partoriti da lui. Ti chiedo: non avete mai litigato? Come si fa a stare tutto questo tempo insieme? Qual è la ricetta?

Solo un paio di volte al ristorante su chi pagava il conto. Nel senso: offro io, no no paghi tu, paghi tu, io. Sai, lui è ligure, io sono piemontese, siamo cugini su quello. C'è un feeling che va addirittura oltre la presenza fisica. Delle volte mi capitava a Striscia che lui mi chiamava durante un filmato. Io alzavo la cornetta, dicevo "già capito", non mi stava neanche a spiegare, capivo cosa voleva nel rientro dal filmato. Stessa cosa con Enzino. Io faccio Striscia da 38 anni, Enzino da 32 mi sembra e mai, non abbiamo mai avuto una discussione, al massimo un po' goliardica sulla Juve e sull'Inter, ma oltre a quello no.

Un'Italia senza Striscia è inimmaginabile, l'ha detto anche Antonio Ricci in conferenza. Sentite che questa prima serata ha la possibilità di portare Striscia in una fase successiva, in una fase nuova?

Dove va Striscia lo vedremo. Io ti dico: quando mi han detto "Facciamo la prima serata" sono stato entusiasta, non solo io credo ma tutti noi. È bello pensare a una trasmissione che è sempre stata vissuta soprattutto come un notiziario satirico, ma che resta comunque un centro di informazione notevole. È inutile che ti elenchi tutti gli scoop e come ha raccontato l'Italia spesso e volentieri. Ti ricorderai quello che abbiamo fatto su una certa banca, o purtroppo sull'uranio impoverito, e tutte le altre cose, penso a Vanna Marchi, per esempio. C'è un peso specifico pazzesco. Quindi l'idea di passare a una prima serata noi la viviamo in maniera assolutamente non solo positiva, ma quasi come fosse uno sviluppo nuovo ulteriore.

Maria De Filippi e Alessandro Del Piero, ospiti della prima puntata. Cosa dobbiamo aspettarci dalla loro presenza?

Di tutto. Maria sarà un'inviata e quindi sarà strepitoso vederla in azione. Alessandro poi, oltre che essere stato un suo grande fan quando giocava, c'è sempre stata una grande amicizia. Lo andavo a trovare con mio figlio che era piccolino quando lui giocava, negli spogliatoi. Lui è un fan di Striscia, è un fan di Antonio, è venuto da noi anche anni fa a Paperissima e quindi si presterà molto alla costruzione della trasmissione. E poi c'è anche Roberta Bruzzone che nella prima puntata conduce la rubrica "Striscia criminale", insomma c'è veramente tanta roba e poi altre sorprese che non annunciamo, ovviamente.

Rispetto a quanto accaduto a Enzo Iacchetti a È sempre Cartabianca, gli hai dato dal primo momento grande supporto e vicinanza. 

È ovvio. Ma poi, io ho un'associazione che aiuta da 32-33 anni gli ospedali dove nascono i bambini prematuri. Sul mondo bambino, pediatria, neonatologia, dove mi han dato anche delle lauree honoris causa, il premio Burgio. Insomma, i bambini ce li ho davvero a cuore. Secondo te non mi associo al signor Enzino e gli sono vicino in una situazione in cui gli è stato chiesto "Mi definisca bambino"? È ovvio. Tutto il mondo è stato accanto a lui, anche Striscia, ed è stato un momento molto bello.

Nell'ultimo anno sei diventato virale per quell'intervista fatta da un giornalista irlandese che non ti ha riconosciuto

Sono andato alle corse di Galway che hanno una tradizione incredibile. Non ero mai andato, un amico che mi conosceva bene mi ha portato lì. Arriva questo giornalista, probabilmente imbeccato da qualcuno che gli aveva detto chi ero, e mi fa questa intervista che è stata – mi ha detto questo giornalista con il quale siamo rimasti in ottimi rapporti – una delle interviste che ha avuto più visualizzazioni.

Eri un figurino, diciamolo.

Ma ti dico, neanche quelli che hanno vinto le corse hanno avuto tante visualizzazioni come me. Poi in Italia siamo andati virali, ma non solo in Italia, in un sacco di altri paesi. È stata una grande soddisfazione internazionale, se mi permetti.

Un'ultima curiosità: a te hanno chiesto di fare il tedoforo, visto che è successo quello che è successo con Boldi?

No, a me non l'hanno chiesto, anche perché probabilmente sapevano che ho una vita piuttosto movimentata. Credo che prima di me ci potesse essere una lunghissima fila di ex sportivi.

Fisicamente non sarebbe stato un problema però, ecco. 

No, no, io avrei fatto tranquillamente 40 km. Io li faccio tutti i giorni. Faccio 40 km a piedi tutti i giorni, alle volte 80, se posso anche 120.

Vabbè, aspetto alla prossima Olimpiade allora.

Porto tutta la fiaccola, proprio il braciere porto.

Ma invece su Boldi vogliamo dire una parola di conforto? So che siete amici…

Io onestamente quella roba lì non l'ho seguita. So che c'è stata una polemica, ma Boldi sarebbe stato perfetto anche per quattro passi, nonostante Boldi – pochi lo sanno, io invece sì, conosco la sua vera età – abbia 124 anni. E li porta benissimo.

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