Roberto Valbuzzi: “A Cortesie per gli Ospiti una concorrente mi aspettò in topless. Vorrei fare solo il papà”

Chef “non ordinario”, ristoratore e giudice di Cortesie per gli Ospiti, Roberto Valbuzzi ha raccontato a Fanpage.it la sua storia e anche qualche retroscena sul programma: “Una volta Csaba trovò una concorrente che mi aspettava in topless”. La famiglia è per lui un punto di riferimento, dai genitori ai nonni, con i quali è cresciuto: “Se potessi, lascerei il ristorante e mi dedicherei a crescere i miei figli”.
A cura di Elisabetta Murina
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Roberto Valbuzzi è uno chef "non ordinario". Cresciuto nella fattoria dei nonni, circondato dalla natura fin da bambino, ha imparato a conoscere sapori, profumi e materie prime, proprio come i genitori prima di lui. Il suo ‘piano A', però, non era quello di seguire la strada di famiglia, fino a quando la passione per la cucina lo ha travolto e non l'ha più lasciato. Oggi è chef, gestisce il ristorante familiare ed è in tv come giudice di Cortesie per gli Ospiti, insieme a Csaba dalla Zorza e Tommaso Zorzi. A Fanpage.it ha raccontato la sua storia e anche qualche retroscena sul programma: "In più di 700 puntate ne abbiamo viste di ogni genere, le litigate tra concorrenti sono all'ordine del giorno. Una volta Csaba ha aperto la porta e ha trovato una concorrente in topless che mi aspettava".

Accanto a lui, nella vita e a ristorante, la moglie Eleonora Laurito: "Lavorare insieme è un enorme vantaggio, siamo abbastanza maturi da non portarci il lavoro a casa". E a completare la famiglia, oltre a nonni e bisnonni come punto di riferimento, i figli Alisea e Elan Gabriele, di 6 e 4 anni. "Se potessi, farei il papà a tempo pieno. Lascerei il ristorante e mi dedicherei a crescere i miei figli", ha raccontato.

Cuoco, ristoratore e giudice di Cortesie per gli Ospiti: in che modo queste ‘anime’ si influenzano a vicenda?

Sono 17 anni che faccio coesistere queste parti di me. Sono cresciuto nella casa dei nonni, che hanno una fattoria, a stretto contatto con la natura e con la terra. Poi sono entrato a far parte della terza generazione nel ristorante di famiglia e a 20 anni è iniziata anche la televisione. Ho cercato di creare un parallelismo che mi facesse divertire e non passare 24 ore in cucina. Alla base c'è un grande lavoro di sacrificio organizzativo, che comprende anche la famiglia, mia moglie e i nostri due figli.

Sui social ti chiami "notordinary chef": in che modo ti senti uno "chef non ordinario"?

È un nome è nato un po' per gioco, volevo avere anche io il mio nickname sui social e questo mi era piaciuto fin dall'inizio. Rappresenta quello che ho sempre vissuto: il contatto con la natura, l'opportunità di vedere i prodotti dal momento zero, per poi trasformarli e lavorarli in cucina. Anche i miei figli hanno la fortuna di vivere all'aperto e di sporcarsi le mani. Sto cercando di trasmettere loro il rispetto per la materia prima e la fatica per raggiungere un obbiettivo.

Hai sempre saputo di voler seguire la strada dei tuoi genitori o avevi un piano B?

Avevo mille piani B. Volevo frequentare l'Accademia Militare, sognavo di fare il pilota d'aerei. Correvo anche in moto e avrei voluto seguire quella strada. Poi però sono cresciuto in un luogo e con delle persone che mi hanno trasmesso la passione e quando c'è questa, in qualsiasi ambito sia, finisci con l'esserne assorbito anche tu. Sono felice della mia vita, mi piace quello che faccio.

Roberto Valbuzzi, la moglie Eleonora Laurito e i genitori nel ristorante di famiglia
Roberto Valbuzzi, la moglie Eleonora Laurito e i genitori nel ristorante di famiglia

Nel 2019 hai preso in gestione il ristorante di famiglia: cosa ha rappresentato per te questo cambio generazionale?

È stato un percorso molto lungo, che mi ha portato oggi ad avere un luogo in cui arrivano persone da tutta Italia per assaggiare quello che cuciniamo. Il passaggio generazionale, da mio padre a me, è stato complesso e pauroso. Il ristorante racconta oltre 100 anni di storia gastronomica, aveva una sua identità e io ho portato la mia, ma sempre nel rispetto della tradizione. Avevo paura di sbagliare, sapendo la fatica che mio padre aveva fatto per riportare in auge un luogo in cui si era trovato abbandonato. Lui si era attaccato come un respiratore al ristorante, era il suo riscatto e prenderlo in mano sapendo tutto questo non è stato facile.

E i tuoi genitori come hanno vissuto questo momento ?

Mio padre non mi ha parlato per un mese e mezzo quando gli ho detto che a Natale avremmo chiuso il ristorante. Mia moglie stava per partorire nostra figlia e volevo starle accanto, quindi gli ho detto: "Natale sarà un momento per stare insieme, non sono quei 15 giorni in un anno che ci cambiano". Ci ha messo del tempo ad accettarlo. Mia mamma invece ha sempre combattuto per fare sì che questo snodo fosse il più facile possibile.

Roberto Valbuzzi, Csaba dalla Zorza e Tommaso Zorzi a Cortesie per gli Ospiti
Roberto Valbuzzi, Csaba dalla Zorza e Tommaso Zorzi a Cortesie per gli Ospiti

Come è arrivato Cortesie per gli Ospiti nella tua vita? 

È arrivato nel 2018 dopo diverse altre esperienze televisive, da Gambero Rosso a La Prova del Cuoco e I Fatti Vostri. Mi hanno chiamato dicendo che c'era l possibilità di far parte del programma, che io guardavo quando ero più piccolo. Abbiamo fatto dei pranzi di prova io, Csaba e Diego (Thomas, ndr) e poi è arrivata la chiamata. Ero in moto, la mia agente continuava a telefonarmi, mi sono fermato per rispondere e mi ha detto: "Roby, ti hanno dato ml'ok per Cortesie. Inizi a registrare i primi di luglio". Oggi siamo alla 22esima stagione.

Csaba è così severa come appare da casa?

Nella vita lo è molto di più (ride, ndr). Dice sempre che per il programma si trattiene e, conoscendola bene, è esattamente così. Abbiamo instaurato un rapporto quasi di fratellanza, la considero come una sorella maggiore. Con lei ho vissuto momenti incredibili, come mangiare degli hamburger a bordo strada di notte.

Tommaso Zorzi è subentrato a Diego Thomas: è stato difficile ritrovare l’equilibrio?

Diego era alla sua prima esperienza televisiva, giravamo due-tre stagioni all'anno da 40 puntate, dalle 10 del mattino alla 9 di sera, se tutto andava bene. Lui arrivato a un punto in cui non riusciva più a gestire questo impegno. È stato difficile lasciarlo andare perché avevamo creato un nostro equilibrio, ma con Tommaso ci divertiamo tantissimo, ho trovato la spalla nel dare ancora più pensiero a Csaba (ride, ndr).

Conoscete prima le coppie protagoniste delle puntate?

Gli autori ci preparano delle tracce, che però ci vengono consegnate nel momento in cui arriviamo in casa, poco prima del ciak. Servono principalmente per non chiedere cose scomode, come può essere l'amore per una persona che magari è appena stata tradita. In generale però è tutto spontaneo, incontriamo le coppie quando apriamo la porta ed è lì che inizia il gioco. Alcuni sono più bravi a mantenere la calma e a gestire la troupe, altri invece si bloccano totalmente.

Cosa succede a telecamere spente, una volta finito il pranzo o la cena?

Rimaniamo seduti a tavola e dobbiamo cercare di non interagire troppo con i concorrenti, proprio per lasciare la dimensione di spontaneità.

La cosa più assurda accaduta durante le riprese?

In 700 puntate girate ne abbiamo viste di ogni genere. Una volta, ad esempio, ci ha aperto la porta un maggiordomo e le luci in casa erano tutte spente. Ci dice "Fate piano che la signora sta dormendo". La padrona di casa era sdraiata in "posizione Tutankamon" con delle fette di cetrioli sugli occhi. Un'altra volta, invece, Csaba è entrata nella stanza che ci avevano destinato per cambiarci e, aprendo la porta, ha trovato la concorrente in topless. L'ha guardata e le ha detto: "Immagino aspettassi qualcun altro". È tornata da me e, mettendosi le mani sopra gli occhi, ha detto: "Roby, mi sa che aspettavano te". 

E litigate tra concorrenti ci sono?

Sono quasi all'ordine del giorno (ride, ndr), a volte veramente pesanti. Ci sono anche situazioni ambigue, come persone che si presentano con altre che in teoria non sono quelle con le quali vivono. Ci troviamo in imbarazzo e non sappiamo neanche che domande fare.

Da quando ricopri questo ruolo in tv, è cambiato l’approccio dei clienti che vengono nel tuo ristorante?

Se prima potevo permettermi una piccola scivolata, da una decina di anni non posso più, devo essere inattaccabile, perché altrimenti perdo credibilità in quello che dico.

Roberto Valbuzzi, la moglie Eleonora Laurito e i due figli
Roberto Valbuzzi, la moglie Eleonora Laurito e i due figli

Lavorare con tua moglie è un vantaggio o uno svantaggio per la coppia?

Un enorme vantaggio. Anche se viviamo nella stessa ‘bolla', quella del ristorante, ognuno ha i suoi canali lavorativi e non ci intersechiamo. Siamo abbastanza maturi da riuscire a non portarci il lavoro a casa.

Riuscite a ritagliarvi momenti solo vostri durante la giornata?

Nella giornata no, nell'arco dell'anno sì, organizziamo delle gite soltanto nostre. Per il resto, quando andiamo, via vogliamo stare con i nostri figli, che vivono quotidianamente con nonni e bisnonni.

Sei contento del tempo che riesci a passare con loro o vorresti che fosse di più?

Se potessi, farei il papà a tempo pieno. Lascerei il ristorante e mi dedicherei a crescere i miei figli. In questo momento della loro vita potrebbe essere interessante, anche se non so quanto durerei perché amo il mio lavoro. È una scelta che farei anche in modo un po' egoistico: voglio trascorrere con loro il tempo che io non ho mai vissuto con i miei genitori.

Non pensi che anche loro possano sentire la mancanza dei genitori come l'hai sentita tu? 

No, è proprio un'altra cosa. Io e mia moglie ci siamo davvero e ci impegniamo tanto per creare ricordi insieme. Credo che vedere genitori impegnati possa dare loro un esempio per trovare la propria strada.

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