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Morte di Silvio Berlusconi

Emilio Fede ricorda Silvio Berlusconi: “È morto mio fratello, lo rivedrò nell’aldilà”

A “La Stampa”, l’ex direttore ricorda: “Io ero non un amico ma uno stragrande amico di Berlusconi. Per me è morto un fratello. Meno ne parlo e meno ci soffro. Lo rivedrò nell’aldilà”.
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Morte di Silvio Berlusconi

La morte di Silvio Berlusconi commentata da Emilio Fede, direttore dei suoi telegiornali, considerato uno dei suoi principali sostenitori, accusato spesso di faziosità. A "La Stampa", l'ex direttore ricorda: "Io ero non un amico ma uno stragrande amico di Berlusconi. Per me è morto un fratello. Meno ne parlo e meno ci soffro. Lo rivedrò nell’aldilà". Il finale della loro amicizia è stato amaro. Il Ruby Gate ha spezzato il loro sodalizio: "Al di là delle polemiche cretine, dei bunga a bunga le di varie altre balle siamo sempre stato legati. Non c’è stato bisogno di parlarci negli ultimi tempi. Il nostro rapporto è stato ben più nobile da darlo in pasto a qualche lupo bramoso". 

Le parole di Emilio Fede

Emilio Fede ha raccontato di aver appreso della morte di Silvio Berlusconi mentre, insieme a un suo collaboratore, stava facendo come ogni mattina la rassegna stampa: "Silvio a questo Paese ha dato la vita, ha dato tutto dalla nascita di Forza Italia all’ultimo respiro. Ero con lui quando ha registrato il primo annuncio della discesa in campo ad Arcore. Ricordo le sue parole sulla libertà come se le avesse appena pronunciate. Ho vissuto accanto a lui 40 anni. Un dolore immenso che nessuno può immaginare. Io e lui eravamo fratelli, al di là delle polemiche".

La storia di Emilio Fede nelle aziende di Silvio Berlusconi

La storia di Emilio Fede in seno alle aziende di Silvio Berlusconi comincia nel 1989, quando passa a dirigere Videonews e subito dopo tenendo a battesimo Studio Aperto, con un servizio sullo scoppio della prima Guerra del Golfo. Nel 1992 venne nominato direttore del Tg4, diventando il principale megafono della propaganda politica di Forza Italia e di Silvio Berlusconi, rimanendo in carica fino al 20 marzo 2012, giorno in cui fu sollevato dalla direzione e lasciando anche Mediaset.

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