video suggerito
video suggerito

Buen Camino, Letizia Arnò: “Mai fatto il cammino di Santiago ma porterei tre cose con me. Ora sogno un film in costume”

Letizia Arnò, 18 anni, è l’attrice che interpreta Cristal nel film Buen Camino, figlia di Checco Zalone, intenzionata a fare il cammino di Santiago per ritrovare se stessa. In questa intervista a Fanpage.it: “Mai fatto il cammino di Santiago, ma lo farei e porterei tre cose con me”. Sugli incassi record non ha dubbi: “È un film per permette di mettere in pausa la vita per un’ora e mezza”. E sul futuro al cinema: “Sogno un film in costume”.
A cura di Eleonora D'Amore
46 CONDIVISIONI
Immagine

Letizia Arnò, 18 anni compiuti da poco (lo scorso novembre, è l'attrice che interpreta Cristal nel film Buen Camino. Figlia di Checco Zalone, intenzionata a fare il cammino di Santiago per ritrovare se stessa, è il personaggio che innesca risate ed emozioni con la complicità di Luca Medici. Gli è grata, così come al regista Gennaro Nunziante, "per aver creduto così tanto in lei" e si ritiene fortunata, in primis per essere stata diretta da Nanni Moretti nel suo film d'esordio, Tre Piani, e ora per aver trovato i re Mida della commedia come mentori.

Sul successo di Buen Camino, ormai record assoluto al box office, non ha dubbi: "Fa ridere ma anche riflettere, è per tutta la famiglia. Viviamo con molte paure e incertezze, soprattutto sul futuro. Il cinema permette di fermarsi, di mettere in pausa la vita per un momento". Figlia di una farmacista e di un contabile, sta finendo il quinto anno e si appresta a guardare al futuro: "Mi piacerebbe iscrivermi alla facoltà di Farmacia all'Università o tentare la Silvio D'Amico per la recitazione, sono ancora indecisa", dice, proponendosi di fare un cammino di Santiago tutto suo, che la aiuti anche a schiarirsi le idee.

A novembre hai compiuto 18 anni. Hai iniziato a recitare giovanissima con Don Matteo.

Sì, avevo cinque anni, stavo per compierne sei. Ho girato le stagioni 9 e 10.

Come ci si ritrova a cinque anni in una serie Rai di successo come Don Matteo?

In realtà è nato tutto come un gioco, non sapevo nemmeno leggere (ride, ndr). Da piccola facevo finta di parlare al telefono con mia nonna che viveva in Sicilia, facevo degli scherzi a mia madre in cui le passavo il telefono in cui le dicevo che era la nonna che le voleva parlare e poi invece non c'era nessuno. Lei ha notato questa cosa e ha deciso di iscrivermi a un’agenzia, solo per provare.

E poi?

Ero molto vivace e spigliata, ho fatto alcuni provini e dopo un po’ è arrivato Don Matteo. Sono stata presa ed è stata una sorpresa per tutti, anche perché in famiglia nessuno lavorava nello spettacolo.

Cosa fanno i tuoi genitori?

Mia madre è farmacista, mio padre si occupa di contabilità. Mio padre in particolare all'inizio era un po' preoccupato perché non conosceva quel mondo, l'industria del cinema, ma poi si è convinto.

Com’era il rapporto con Terence Hill?

Bellissimo. Era molto gentile, giocava con me, parlava con mia madre. Una persona umile e genuina. Mi fa strano pensare a quanti anni siano passati.

Letizia Arnò sul set di Don Matteo (foto da Agenzia Fb)
Letizia Arnò sul set di Don Matteo (foto da Agenzia Fb)

Oggi segui ancora Don Matteo?

Quando capita sì, magari qualche puntata in TV.

Cosa invece guardi in binge watching?

Un po’ di tutto. La serie a cui sono più affezionata è Stranger Things, la seguo dalla prima stagione. Ci sono cresciuta.

Essere attrice cambia anche il modo di guardare film e serie?

Sì, credo sia importante spaziare, ampliare lo sguardo. Aiuta molto lo studio per un attore.

Come sei arrivata a Buen Camino?

Ho fatto un primo self-tape a fine marzo 2025. Inizialmente il ruolo richiedeva una ragazza madrelingua francese, quindi pensavo di non essere adatta. Successivamente, il requisito è cambiato e sono stata scelta per il provino.

Da lì, il primo incontro con Luca Medici.

Sì c’era lui. Ho fatto scene in cui gli urlavo in faccia. Ero molto agitata, perché avevo visto tutti i suoi film.

Che scene hai fatto nel provino?

Quella in chiesa, l’interrogatorio sulla pipì e quella del rito della candela.

Ti ha detto qualcosa che ricordi in particolare?

Mi ha messa subito a mio agio. Ha capito che ero agitata e ha fatto battute, scherzi. Ha una spiccata sensibilità.

Immagine

Un momento sul set che non dimenticherai?

Durante la scena dell’interrogatorio per la prostata, quando Crystal è preoccupata per il papà, Checco improvvisava continuamente. Ho dovuto rifare almeno quattro ciak perché ridevo. Fuori dal set è diventato un punto di riferimento, una persona molto presente e attenta.

Nel film sei Cristal, la figlia redenta, quella che vuole svestirsi della ricchezza per ritrovare i valori di un tempo. Pensi che il tuo personaggio abbia qualcosa di squisitamente attuale?

Sì. Rappresenta molte battaglie della mia generazione, al centro una forte mancanza di fiducia in se stessi. Viviamo in una società in cui si è persa l'autenticità, con l'abuso dei social e la difficoltà di comunicazione, anche con i genitori, con cui si sviluppa una sorta di conflittualità. Al puro materialismo si risponde con il desiderio di fuga da questa realtà.

È una fuga o un atto di coraggio?

Un atto di coraggio. A 17 anni parte da sola, spegne il telefono, cerca se stessa. È un passaggio verso l’età adulta.

Buen Camino ha superato i 70 milioni di incasso. Perché secondo te ha messo tutti d’accordo?

Perché è il giusto equilibrio tra commedia e riflessione. Si ride, ma si riflette anche. Racconta una storia universale, quella di un padre e una figlia, e usa un linguaggio semplice e diretto. È un film per le famiglie e a tutti lascia qualcosa.

Pensi che oggi ci sia un grande bisogno di ridere?

Sì. Viviamo tutti con molte paure e incertezze, soprattutto sul futuro. Il cinema permette di fermarsi, di mettere in pausa la vita per un momento.

La tua vita è cambiata?

In realtà no. Sono tornata a scuola, alla mia routine. È strano quando le persone mi riconoscono, ma faccio fatica a rendermene conto davvero.

La popolarità ti ha aiutata nei rapporti sociali?

Sì, è diventata uno spunto di conversazione. Mi ha aiutata a conoscere nuove persone.

Hai mai fatto il Cammino di Santiago?

No, ma informandomi per il film mi è venuta voglia. Farei quello francese, è un’esperienza che può aiutare molto.

Immagine

Cosa cercheresti, se lo facessi?

Più contatto con me stessa, lontano dai ritmi frenetici. Ritrovare semplicità e serenità, visto che in questo momento non so davvero chi sono e potrei darmi qualche risposta in più.

Tre cose nello zaino?

Un diario, un impermeabile e una foto della mia famiglia.

Da sola o in compagnia?

Da sola.

Una passione irrinunciabile?

La musica.

Cosa ascolti?

Di tutto: Battisti, Bon Jovi, Bowie. Tra gli attuali Frah Quintale e Calcutta.

Moretti, che ti ha diretta nel film d'esordio Tre Piani, e ora Zalone: similitudini e differenze tra i due?

Entrambi empatici e generatori di ottimi consigli. Differiscono in un aspetto: con Moretti è tutto molto aderente al copione, Luca invece spinge sull'improvvisazione. Due esperienze diverse, entrambe bellissime, un modo per uscire dalla comfort zone.

Che ruoli sogni per il futuro?

Mi piace la commedia, ma voglio sperimentare. Anche ruoli drammatici. Mi piacerebbe un film in costume.

A chi va il ringraziamento più grande?

A Luca e Gennaro, che hanno creduto in me, e alla mia famiglia. In particolare a mia madre, senza la quale non avrei mai iniziato.

46 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views