Jude Law, bello e impossibile a Venezia: “Non ho paura di interpretare Vladimir Putin”

È il giorno di Jude Law alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. L'attore britannico difende la sua scelta di incarnare il leader russo nel thriller politico "The Wizard of the Kremlin", presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. Per l'attore si tratta di una sfida intensa. Intanto, l'arrivo al Lido lo consacra come attore di spessore internazionale e di grande, grandissimo fascino. Tutti pazzi per lui.

La sfida di Jude Law
Jude Law ha accettato senza esitazioni di vestire i panni di Vladimir Putin nel film di Olivier Assayas "The Wizard of the Kremlin", che ha debuttato domenica alla 81esima Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Durante la conferenza stampa ufficiale, l'attore britannico ha spiegato la sua decisione con determinazione. "Spero di non essere stato ingenuo, ma non ho temuto le ripercussioni. Mi sono sentito sicuro, nelle mani di Olivier e della sceneggiatura, che questa storia sarebbe stata raccontata con intelligenza, sfumature e considerazione", ha dichiarato Law. "Non stavamo cercando la polemica fine a se stessa. È un personaggio all'interno di una storia più ampia. Non stavamo tentando di definire nulla su nessuno".
Un racconto di finzione sulla Russia post-sovietica
Il film, tratto dal bestseller del 2022 di Giuliano da Empoli, presenta un resoconto romanzato dell'ascesa di Putin al potere nel caos della Russia post-sovietica. Al centro della narrazione c'è anche il rapporto con lo spin doctor Vadim Baranov, interpretato da Paul Dano. Benché Baranov sia un personaggio di fantasia, si ispira a Vladislav Sourkov, figura reale che ha contribuito a plasmare la personalità pubblica e lo stile di leadership autoritario di Putin. Il cast, presente alla conferenza stampa, include anche Alicia Vikander, Tom Sturridge e Jeffrey Wright, tutti impegnati in questa complessa operazione cinematografica.

La trasformazione fisica senza maschere vocali
Law ha modificato il suo aspetto fisico per il ruolo, ma ha deliberatamente scelto di mantenere la propria voce naturale, evitando un marcato accento russo. "Olivier e io abbiamo discusso del fatto che non doveva essere un'imitazione di Putin, e non voleva che mi nascondessi dietro una maschera di protesi", ha spiegato l'attore. "Abbiamo lavorato con un team straordinario di trucco e parrucco, usando come riferimento quel periodo della vita di Putin. Abbiamo cercato di trovare una familiarità su di me. È incredibile quello che una parrucca ben fatta può fare". Quando gli è stato chiesto se crede che la Russia governi il mondo, il regista Assayas ha risposto con nettezza: "È facile rispondere. La risposta è no." Tuttavia, il filmmaker francese ha chiarito che "The Wizard of the Kremlin" va interpretato come un racconto ammonitore sulla "trasformazione della politica durante la nostra vita".
Il thriller arriva chiaramente in un momento di particolare tensione internazionale, con la guerra in Ucraina ancora in corso e i recenti incontri diplomatici tra Putin e il presidente Trump per tentare di raggiungere un accordo di pace tra i due paesi. E anche per questo fa molta gola al pubblico.