Julie Broude stava mettendo le luci nel suo giardino nel Connecticut, Stati Uniti, quando la spina di una rosa le ha punto un fianco. Un comunissimo incidente che le è quasi costato la vita. Pochi giorni dopo si è vista infatti costretta al ricovero in ospedale: il piccolo taglio le stava mandando in cancrena la gamba destra, l’anca e il suo sedere. La 43enne americana è stata portata d’urgenza nel più vicino ospedale in elicottero, dove è finita in coma. I medici dell'ospedale Yale New Haven hanno detto alla sua famiglia che le probabilità di sopravvivenza erano piuttosto scarse, dopo aver scoperto che Julie era stata infettata dal clostridium septicum, un batterio che si trova spesso nel terreno. La donna avrebbe avuto bisogno di un intervento chirurgico d'urgenza, con i suoi cari che sono stati avverti che la sua gamba avrebbe potuto essere amputata.

Ma dopo due mesi in ospedale e sette interventi chirurgici per eliminare la carne morta lasciata dall’infezione, la 43enne è miracolosamente sopravvissuta, senza nemmeno dover amputare l’arto. Julie, originaria di Boston, è consapevole di essere stata molto fortunata ed ora ci tiene ad avvertire il prossimo affinché non si ripetano situazioni simili: “Quando ho parlato con i miei dottori e ho chiesto ‘dove sono gli altri pazienti che hanno contratto il clostridio settico’, mi hanno detto che sono tutti morti. Sono stata molto fortunata”. Il tasso di mortalità in questi casi è del 97%. Julie è convinta di essersi salvata grazie ad un’analisi del sangue di routine fatta la settimana prima, dalla quale è venuto fuori che ha un numero molto basso di globuli bianchi. Un particolare che lo staff sanitario ha subito preso in considerazione non appena è giunta in ospedale. “Ora riesco a camminare di nuovo senza un bastone da passeggio, è una cosa che 9 mesi fa non avrei neanche lontanamente immaginato” ammette.