Kamil Tadeusz Jarzembowski, ex chierichetto del presiminario San Pio X, aveva già denunciato episodi di abusi sessuali all'interno del collegio, ma sono adesso le autorità vaticane a confermare parzialmente le parole dell'ex seminarista polacco. Jarzembowski aveva utilizzato una lettera per far conoscere gli episodi che secondo lui celano una violenza psicologica; lettera che viene riportata da Gianluigi Nuzzi nel libro "Peccato originale" edito da Chiarelettere. Qui l'ex seminarista, a suo dire cacciato dalla Chiesa proprio per aver denunciato i fatti, spiega che nel San Pio – collegio nel palazzo San Carlo, dentro le mura leonine – alloggiava in una stanza con un altro preseminarista, Paolo.

Nella stanza, intorno alle 23, si recava Antonio, soggetto "benvoluto da diversi monsignori" e che godeva "di forti e particolari rapporti di fiducia che gli consentivano, pur non avendo incarichi ufficiali nell'istituzione, di muoversi con potere nel preseminari". Un favore che, come dirà poi Jarzembowski a Le lene, assegnava ad Antonio "una posizione di potere all'interno del seminario e anche della Basilica di San Pietro. Non era un normale seminarista perché godeva della massima fiducia del rettore. Era lui che sceglieva cosa facevo io, cosa faceva il mio amico e così via".

Nella stessa stanza in cui si trovava Kamil, Antonio e Paolo consumavano rapporti orali, talvolta proseguendo i fatti altrove. L'ex seminarista sottolinea più volte la posizione di potere di Antonio, attribuendo ad essa non solo l'apparente consenso al rapporto sessuale di Paolo, ma anche il silenzio personale sui fatti. Un silenzio rotto quando "la crescente angoscia di fronte al ripetersi degli avvenimenti sopra ricordati, unita alla paura di essere allontanato, mi indussero comunque a confidare le mie preoccupazioni e il mio sconcerto al mio direttore spirituale (e direttore spirituale dell'intero seminario), don Marco".

Alla luce delle dichiarazioni di Kamil, il Vaticano ha aperto un'indagine interna, a conclusione della quale viene confermata la fornicazione tra gli ospiti del San Pio X, ma non la violenza, ossia l'assenza di consenso dei seminaristi.