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L'accordo di cessate il fuoco e il ruolo dei mediatori
È stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco della durata di due settimane tra Stati Uniti, Israele e Iran. L'intesa è arrivata a pochissime ore dalla scadenza dell'ultimatum di Donald Trump, dopo il quale, secondo il Presidente degli Stati Uniti, l'Iran sarebbe tornato all'età della pietra.
Il regime degli Ayatollah ha deciso di accettare questa proposta soprattutto su pressione della Cina, ma anche del Pakistan, che si è proposto come mediatore in queste settimane. Questo sia per i rapporti di vicinato che ha con l'Iran, sia perché sarebbe stato trascinato per forza di cose all'interno di questa guerra, soprattutto con il rischio di un'invasione via terra da parte degli Stati Uniti.
Lo Stretto di Hormuz e il rischio di lockdown energetico
Quello che succede ora è che dopodomani inizieranno le trattative per una pace più duratura, che è la condizione che pone l'Iran. Si spera nella riapertura dello Stretto di Hormuz, visto che tutti stavamo rischiando un blocco energetico, un "lockdown energetico", così è stato definito. I prezzi del petrolio sono scesi immediatamente; c'è stato un rimbalzo negativo dei prezzi e vedremo oggi con la riapertura delle borse anche in Europa.
Intanto, questa è una buona notizia per la popolazione civile. Molti di loro avevano scelto di recarsi, come chiesto dal regime, verso le strutture energetiche che sarebbero state prese di mira, sostanzialmente a fare da scudi umani. Israele e Stati Uniti minacciavano di bombardare anche le aree civili, quindi questa guerra, che doveva essere veloce e aveva già avuto un costo umano altissimo, ha evitato di andare oltre.
Il fronte libanese e la strategia della guerra civile
Questa tregua, però, non vale per il Libano. Netanyahu è stato chiaro, ed ecco che si evidenzia la necessità di una guerra permanente da parte di Israele. Nel sud del Libano l'offensiva israeliana andrà avanti; nel frattempo Beirut continua a essere bombardata esattamente come il resto del Paese.
Soprattutto nel sud del Libano, Israele prova una mossa: propone ai cristiani e ai drusi di restare, ma in cambio chiede di cacciare gli sciiti, ovvero il nemico giurato secondo Israele, la popolazione che sostiene Hezbollah. Hezbollah è il partito-milizia sciita libanese legato proprio all'Iran. Israele prova quindi la carta di una guerra civile interna, rischiosissima, visto che in passato la guerra civile in Libano è durata tantissimo tempo e ha avuto un costo umano altissimo.
Prospettive per il popolo iraniano e tenuta del regime
Adesso non resta che aspettare queste trattative, nella speranza che possa esserci una pace duratura, ma anche nella speranza che il popolo iraniano possa tornare verso la libertà. Sarà difficile dopo questa guerra, perché da questo conflitto il regime ne esce sicuramente rafforzato dopo una guerra asimmetrica con la quale è riuscito a colpire ripetutamente Israele e i Paesi del golfo alleati degli USA con droni e missili.
La sua capacità di fuoco e di resistenza si è dimostrata superiore alle aspettative.
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