Ferimento Manuel Bortuzzo
14 Dicembre 2021
18:24

Tentato omicidio Manuel Bortuzzo, imputati ancora a processo: si valuterà solo la premeditazione

Sì al processo bis per il tentato omicidio di Manuel Bortuzzo: la Corte si pronuncerà però solo sulla premeditazione.
A cura di Natascia Grbic
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Ferimento Manuel Bortuzzo

Si terrà un processo bis per il tentato omicidio di Manuel Bortuzzo, ferito a colpi d'arma da fuoco in un agguato all'Axa compiuto nel febbraio del 2019. Lo ha deciso la Corte di Cassazione: da valutare, l'aggravante della premeditazione, una richiesta fatta anche dalle difese dei due imputati, Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, condannati a 14 anni e otto mesi in secondo grado. Nel caso fosse esclusa l'aggravante, i due imputati potrebbero avere uno sconto di pena. In primo grado erano stati condannati a sedici anni di carcere con il rito abbreviato, che permette di usufruire dello sconto di 1/3 della pena.

Il ferimento di Daniel Bortuzzo all'Axa

La notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 Manuel Bortuzzo era uscito con gli amici. Si trovava con la fidanzata davanti un distributore di sigarette quando è stato raggiunto da un colpo di pistola che lo ha ferito alla schiena. Manuel è caduto immediatamente a terra, dolorante, e ha perso i sensi poco dopo. Illesa la fidanzata, che non è stata colpita dai proiettili sparati da Lorenzo Marinelli e Daniel Bazzano, passati lì davanti con uno scooter per quello che doveva essere un ‘regolamento di conti'. Credevano che Bortuzzo fosse il ragazzo con il quale poco prima avevano avuto una discussione all'interno del pub, ed erano tornati indietro per vendicarsi. Il nuotatore, arrivato in ospedale in gravissime condizioni, si è salvato. Ma il proiettile aveva lesionato la colonna vertebrale, e il ragazzo non è più riuscito a camminare.

Le motivazioni della sentenza di condanna

Le motivazioni della sentenza emessa dal giudice nei confronti di Marinelli e Bazzano riportano come "deve evidenziarsi come nessun particolare tratto positivo possa cogliersi nella loro condotta. La confessione resa risulta dettata da intenti utilitaristici e non da effettiva resipiscenza". Una condotta che non ha scusanti, a cui non è seguito nessun vero pentimento: "La gravità del fatto, l’assoluta superficialità nell’individuare la vittima, la condotta successiva, impone una pena elevata".

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