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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Per l’accusa Serena Mollicone uccisa come Marco Vannini: “Lasciata morire dai Mottola per salvarsi”

Nel ricorso in appello, la procura di Cassino motiva la sua richiesta paragonando il delitto di Serena Mollicone a quello di Marco Vannini, per il quale è stata condannata tutta la famiglia Ciontoli.
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A cura di Natascia Grbic
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Marco Vannini e Serena Mollicone.
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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Il caso di Serena Mollicone è uguale a quello di Marco Vannini: questa la tesi presentata dalla procura di Cassino per il ricorso alla Corte d'Appello di Roma sul caso dell'omicidio della 18enne di Arce. Secondo il procuratore capo Luciano D'Emmanuele e la pubblico ministero Beatrice Siravo, la ragazza sarebbe stata lasciata morire dalla famiglia Mottola proprio come accaduto nel caso dei Ciontoli e di Marco Vannini.

Nel ricordo si legge che, come i Ciontoli per Vannini, anche i Mottola avrebbero lasciato "consapevolmente agonizzare per un certo tempo la diciottenne anziché chiamare i soccorsi perché la loro unica preoccupazione sarebbe stata quella di cercare i mezzi per il suo confezionamento, ossia il nastro adesivo, la busta e il fil di ferro, strumenti che devono essere necessariamente reperiti fuori casa per evitare la presenza di impronte. Hanno deciso di abbandonarla a se stessa per poi toglierle definitivamente la vita"

Imputati nel processo per l'omicidio di Serena Mollicone sono Franco Mottola, ex comandante della caserma di Arce, il figlio Marco, la moglie Anna Maria. Per loro l'accusa era di omicidio volontario. Sono invece imputati per il reato di favoreggiamento i carabinieri Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano. Tutti loro sono stati assolti in primo grado per insufficienza di prove.

Il ricorso presentato alla Corte d'Appello punta sulla testimonianza di Ramon Iommi, il barbiere di Arce che tagliò i capelli a Marco Mottola pochi giorni prima del funerale di Serena. L'importanza della sua deposizione verte sul fatto che l'unico testimone del processo, il carrozziere Carmine Belli, disse di aver visto parlare Serena con un ragazzo biondo e con i capelli lunghi poco prima del delitto. A maggio Iommi aveva fatto le meches a Marco Mottola, che poi gli aveva tagliato pochi giorni prima del funerale. Questo dettaglio, che la procura vuole analizzare, non è mai stato preso in considerazione nel processo.

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