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Conflitto Israelo-Palestinese

Passeggini vuoti per la liberazione dei bimbi ostaggio di Hamas: la protesta della Comunità Ebraica

Decine di passeggini vuoti, carichi di peluche e cartelloni con foto e nomi di bambini, hanno affollato piazza del Campidoglio nel primo pomeriggio di oggi. “Così vogliamo tenere alta l’attenzione sulla sorte degli ostaggi israeliani, tra cui molti bambini”, hanno dichiarato dalla Comunità Ebraica di Roma.
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A cura di Beatrice Tominic
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Foto dal profilo Twitter della Comunità Ebraica di Roma.
Foto dal profilo Twitter della Comunità Ebraica di Roma.
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Passeggini vuoti hanno affollato nel corso del primo pomeriggio di oggi, martedì 7 novembre, il Campidoglio. Al loro interno, anziché bambini e bambine, peluche e foto di bimbi presi in ostaggio da Hamas. L'iniziativa è stata organizzata dalla Comunità Ebraica di Roma, che sui social network ha spiegato da dove è nata la volontà di organizzare una manifestazione di questo tipo.

"Si tratta di un evento per tenere alta l’attenzione sulla sorte degli ostaggi israeliani, tra cui molti bambini. Con questa installazione chiediamo libertà e preghiamo per il loro immediato ritorno a casa", scrivono su Twitter, da dove proviene la foto in apertura. Intorno ai passeggini vuoti, ma carichi di peluche e cartelloni con foto e nomi dei bambini e degli adolescenti, decine e decine di palloncini celesti e bianchi, i colori della bandiera di Israele. Il più piccolo dei prigionieri ha nove mesi, si trova insieme al fratellino di 4 anni. Il più grande che compare nei cartelloni durante il flashmob ne ha 17.

In altri striscioni e fogli di carta si legge Bring them home now, Riportateli a casa adesso. In altri, dove compaiono i beniamini delle serie di cartoni animati più amanti, dai Minions a Dragon Ball fino a Sonic, si legge: "Scusa, non possiamo vedere il tuo programma adesso. Siamo stati rapiti e tenuti in ostaggio a Gaza".

Come sottofondo, durante il flash mob, oltre al rumore della pioggia che in queste ore continua a scendere sulla capitale, una voce che dagli altoparlanti legge i nomi dei piccoli, un lungo elenco di bimbi e bimbe, spesso imparentati fra loro, spariti da ormai un mese, dal giorno in cui è ricominciata la guerra.

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