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Delitto di Arce, omicidio di Serena Mollicone

Omicidio Mollicone, i carabinieri del Ris confermano: Serena è stata uccisa nella caserma di Arce

I carabinieri del Ris hanno ribadito, durante l’ultima udienza del processo d’appello nei confronti della famiglia Mottola, di aver trovato frammenti di legno ‘lavorato’ e colla sul corpo di Serena Mollicone.
A cura di Enrico Tata
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Per i carabinieri del Ris le prove scientifiche a supporto della teoria dei pm ci sono: dimostrano che Serena Mollicone è entrata nella caserma di Arce, è stata sbattuta con violenza contro la porta e poi il suo corpo è stato trasportato nei boschi vicino al paese. Nel corso dell'ultima udienza del processo d'appello nei confronti della famiglia Mottola, i militari hanno ripercorso il lavoro minuzioso, durato oltre un anno, di studio e analisi scientifica dei reperti.

Le analisi del Ris: "Trovati colla e frammenti di legno ‘lavorato'"

Secondo i giudici di primo grado, che assolsero gli imputati, gli elementi raccolti in sede di indagine erano lacunosi e non univoci. Per gli esperti del Ris, invece, non è così. I militari hanno spiegato di aver effettuato diverse ispezioni nel luogo del ritrovamento del corpo della ragazza, un bosco nei dintorni di Arce, e di aver esaminato attentamente filmati acquisiti all'epoca. "Abbiamo dovuto isolare i reperti, rinominarli e fotografarli. Poi è stato stabilito un iter analitico per studiare i materiali", hanno dichiarato i carabinieri.

Nello specifico sono stati analizzati con attenzione due nastri adesivi. "La base di partenza è stato il lavoro della Cattaneo che aveva rinvenuto un frammento ligneo nei capelli di Serena. Visto che l'ipotesi consisteva in un urto contro una porta, noi abbiamo analizzato il nastro che avvolgeva il capo di Serena e quello che le stringeva sulla testa la busta dell'Eurospin. Questo perché i due nastri erano quelli che consentivano di analizzare i frammenti che erano sui capelli. Il nostro compito è stato poi quello di verificare che il materiale in legno rinvenuto sui nastri fosse compatibile con la porta". Così i luogotenenti dei carabinieri, all'epoca dei fatti in servizio al Ris di Roma, Vittorio Della Guardia, Ferdinando Scatamacchia e Rosario Casamassima.

Sulle 139 tracce totali rinvenute, hanno spiegato i carabinieri, 111 erano di pelle e bigattini, 23 di legno, 3 di legno e colla e 2 di resina. Questi due reperti di resina trovati erano riconducibili allo strato più esterno della composizione della porta. Però, hanno notato i carabinieri, erano troppo pochi in relazione al numero di tracce di legno isolate. "Era strano almeno per la mia esperienza", ha detto uno dei militari in aula. "Per questo abbiamo deciso di fare diverse prove e infine utilizzato il transfert test una tecnologia identica servita a individuare la tracce di capelli sul nastro. Il nostro scopo era quello di capire quali sono gli elementi che si trovano più facilmente, la percentuale del legno/legno-colla/resina. Era importante per capire che se al 90%, nell'esperimento fatto, avessi trovato la resina".

La prova nelle analisi dei reperti: "Serena è entrata in caserma"

Inoltre, hanno aggiunto i carabinieri, "un campione preso dallo sportello della caldaia che abbiamo prelevato sul balcone di un alloggio della caserma aveva la stessa composizione del frammento sul nastro adesivo che avvolgeva il capo di Serena Mollicone e presentava anche le stesse tracce rosse di ruggine". 

La conclusione è che le analisi effettuate "supportano l'ipotesi che Serena sia entrata in caserma. Gli elementi, legno, resina e colla, trovati sul nastro che avvolgeva il capo di Serena Mollicone sono riconducibili a una porta dell'alloggio della caserma.  La nostra valutazione  sulla dinamica dell'omicidio è supportata dalle leggi della fisica". 

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