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Meloni non va a Parigi per sostenere la candidatura di Roma a Expo 2030: un segnale di resa?

Secondo quanto riporta Il Foglio, Giorgia Meloni non andrà a Parigi per assistere alla votazione dei membri del BIE, che il 28 novembre decideranno quale città tra Roma, Busan e Riyad ospiterà Expo 2030.
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A cura di Enrico Tata
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Il 28 novembre andrà in scena l'ultimo atto della corsa a Expo 2030. A Parigi, sede della votazione finale, andranno il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio e tutto il comitato organizzatore. Secondo quanto riporta Il Foglio non andranno, invece, né la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, né il vice Antonio Tajani. Al loro posto ci sarà la sottosegretaria al ministero degli Esteri Maria Tripodi.

Un segnale? Vuol dire che Roma non ha più alcuna chance di vincere? Oppure l'assenza di Giorgia Meloni non ha alcun significato? Partiamo dalle regole del voto: sarà a scrutinio segreto e per vincere al primo turno occorrerà conquistare 120 voti su 182. Una soglia irraggiungibile per Roma e anche per Riyad, almeno stando ai rumors. Qualcosa è cambiato negli ultimi giorni e la Capitale dell'Arabia Saudita potrebbe farcela al primo turno? I ‘petrol dollari' sono serviti a convincere la maggioranza dei tre terzi dei delegati?

L'ipotesi ballottaggio, al netto di novità degli ultimi giorni, appare quella più quotata. Secondo le stime fatte un mese fa dal direttore Generale Comitato Promotore Roma Expo 2030, Giuseppe Scognamiglio, Riyad potrebbe contare su circa 90 voti, con Roma che si attesterebbe intorno ai 50 voti e Busan terza a circa 35 voti. Lo scenario che può aver cambiato le carte in tavola negli ultimi giorni potrebbe essere rappresentato dalla rimonta di Busan su Roma, con il porto coreano che accederebbe al ballottaggio al posto della Capitale italiana, fuori già al primo turno. Al momento, tuttavia, non ci sono prove a sostegno di questa ipotesi.

Se tutto dovesse andare secondo le previsioni italiane, Roma dovrebbe giocarsela al ballottaggio con Riyad. A quel punto, questa la speranza, molti delegati potrebbero cambiare idea rispetto al primo turno nel ‘segreto dell'urna'. La Capitale spera di avere anche i voti conquistati da Busan al primo turno e spera che il quadro internazionale, per esempio il conflitto israelo palestinese, possa togliere voti all'Arabia Saudita. Insomma, al ballottaggio con voto segreto può succedere di tutto: è sempre stata questa la speranza italiana. Qualcosa è cambiato, in peggio, nelle ultime ore? Oppure, come detto, il forfait di Meloni non ha alcun significato?

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