Il Lazio dovrebbe rimanere in zona arancione e non passare in zona rossa. Tutti gli indicatori sull'andamento dell'epidemia nella regione della Capitale fanno pensare che le misure non verranno inasprite, almeno per la prossima settimana. La decisione finale verrà presa domani, venerdì 9 aprile, dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base degli indicatori dell'Istituto Superiore di Sanità e dopo le riunioni con il Comitato tecnico scientifico e con la Cabina di Regia.

L'assessore D'Amato ha anticipato in diretta a SkyTg24 che il Lazio resterà in zona arancione.

I dati del Lazio: tasso di incidenza e indice Rt da zona arancione

L'indice Rt è sotto quota 1 e si attesta a 0.9, ha dichiarato l'assessore D'Amato. In calo anche il tasso di incidenza, cioè quanti casi positivi vengono diagnosticati ogni 100mila abitanti in sette giorni. Ebbene questo valore era pari a 214 nella rilevazione di una settimana fa (che faceva riferimento ai dati dell'ultima settimana di marzo) ed è attualmente (calcolo nostro) a 184, quindi in calo. Ci sono due fattori di cui tenere conto: durante le vacanze di Pasqua i tamponi effettuati sono stati, causa festività, meno rispetto al solito e questo potrebbe aver causato ritardi nella diagnosi dei nuovi casi. Fa ben sperare, tuttavia, il bollettino di ieri: su oltre 37mila test, tra rapidi e antigenici, sono stati diagnosticati poco meno di 1.100 nuovi casi positivi, un dato in netto calo rispetto ai giorni pre-Pasqua. Se i numeri venissero confermati oggi, potrebbe trattarsi del primo vero calo della curva dei contagi dall'inizio della terza ondata dell'epidemia. Ricordiamo che un tasso di incidenza sopra la soglia dei 250 casi ogni 100mila abitanti in 7 giorni fa scattare automaticamente la zona rossa. Ricordiamo inoltre che fino al 30 aprile il governo ha deciso che non ci saranno zone gialle e quindi, anche se i dati dovessero sensibilmente migliorare, il Lazio non potrebbe passare nella fascia con minori restrizioni.

Nel Lazio crescono ancora i ricoveri ordinari e in terapia intensiva

Il dato che continua a preoccupare è quello dei ricoveri ospedalieri e quelli nei reparti di terapia intensiva. Il numero dei pazienti più gravi, infatti, ha già raggiunto e superato quello fatto registrare al picco della seconda ondata, tra novembre e dicembre. Per quanto riguarda il tasso di occupazione dei posti letto, entrambi i valori sono sopra la soglia critica fissata dal governo al 30 per cento, per quanto riguarda le terapie intensive, e al 40 per cento per quanto riguarda i reparti ordinari. I posti letto di terapia intensiva occupati nel Lazio, secondo i dati inseriti nel report settimanale della Fondazione Gimbe, sono al 42 per cento e quelli dei reparti ordinari al 50 per cento e sono ancora in aumento.

Dati Gimbe
in foto: Dati Gimbe