Centinaia di manifestanti tra cui lavoratori dello spettacolo, movimenti per la casa e associazioni hanno protestato all'esterno del ministero dei Beni Culturali, via del Collegio Romano, centro storico di Roma e sono arrivati poi fino a Porta Pia, dove c'è il ministero dei Trasporti. Sotto al Mibact i rappresentanti del mondo dello spettacolo hanno realizzato con gli scatoloni di cartone, simbolo del loro settore in crisi nerissima a causa dell'emergenza coronavirus, una scritta per chiedere le dimissioni del ministro Dario Franceschini.

Come detto i manifestanti si sono poi diretti, scortati dagli agenti di polizia in assetto antisommossa, verso Porta Pia e verso il Mit, dove a protestare sono stati i movimenti per la casa, che hanno gridato slogan contro gli sgomberi e per i diritto all'abitare: "Vogliamo tutto: salute e reddito. Noi la crisi non la paghiamo". I partecipanti al corteo partito dal Mibact si sono uniti ai movimenti già presenti in piazza. Accesi fumogeni e lanciati cori contro la polizia, ma per il momento la situazione appare sotto controllo. I manifestanti si stanno spostando verso il Policlinico Umberto I per rendere omaggio a medici e infermieri che stanno lottando contro la malattia da Covid-19.

Movimenti in piazza: "Chiediamo le dimissioni di Franceschini"

"Dopo la giornata di lotta di sabato scorso e la partecipata assemblea di San Lorenzo vogliamo tornare in piazza per far sentire la voce di tutti coloro che in questi mesi stanno pagando sulla propria pelle la gestione disastrosa dell'emergenza da parte del governo. Siamo stanchi di un governo che risponde alla crisi sociale con l'aumento della repressione, con l'annuncio di nuovi sgomberi e l'inasprimento di misure securitarie, che gestisce i problemi sociali che crea (dalla mancanza di reddito alle ondate di sfratti dei prossimi mesi) come un mero problema di ordine pubblico", la piattaforma politica della manifestazione. "Siamo arrivati a chiedere le dimissioni di Franceschini dopo averlo ascoltato. Siamo venuti dopo mesi, abbiamo voluto dare fiducia al ministro. Da parte del governo non è stato fatto nulla per tutelare i lavoratori precari", la rivendicazione dei lavoratori dello spettacolo.