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Clan Casamonica, arriva la conferma della Cassazione: “È associazione mafiosa”

La conferma in una sentenza del 24 novembre in cui sono confermate le condanne per quattro imputati del procedimento ‘Noi proteggiamo Roma’.
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A cura di Natascia Grbic
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Il clan Casamonica è un'associazione mafiosa. Lo ha stabilito la Cassazione con una sentenza dello scorso 24 novembre dopo che quattro imputati del processo ‘Noi proteggiamo Roma‘ avevano presentato ricorso contro le condanne. Due sono stati dichiarati inammissibili e due sono stati rigettati. Si tratta di Guerrino Casamonica detto Pelè, condannato in appello nel 2022 a dieci anni e due mesi di reclusione, Cristian Casamonica a otto anni, Sonia Casamonica a sette anni e Daniele Pace a sei anni. Per tutti loro i giudici hanno confermato l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso.

"La conferma dell'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso da parte della Cassazione nei confronti dei Casamonica rappresenta una vittoria dello Stato e dei suoi uomini – ha dichiarato la presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo –  A Roma la mafia c'è, con le cosiddette piccole o nuove mafie e le mafie tradizionali. Noi risponderemo colpo su colpo, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari per vincere questa battaglia contro il crimine organizzato".

Gli imputati sono stati arrestati insieme ad altre venti persone nell'operazione ‘Noi proteggiamo Roma‘. Facevano parte di un'associazione a delinquere finalizzata soprattutto all'usura e all'estorsione, volta a intimidire le persone che finivano nella loro rete e che ormai vivevano nel terrore. In un'intercettazione poi finita agli atti, si diceva: "‘Devono fare entrare organizzazioni forti a Roma, ecco perché ci vogliono distruggere a noi, la camorra e la ‘ndrangheta. Gli dà fastidio perché noi proteggiamo Roma".

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