Il forzato isolamento casalingo dovuto al lockdown ha risvegliato la voglia di spazi all'aperto degli italiani: molti si sono resi conto di desiderare un giardino, magari in campagna o in un piccolo borgo di provincia. Magari una seconda casa immersa nel verde, impossibile da trovare nelle grandi città. E infine, magari, una casa dove fare smart working. E così, dimostra uno studio di Idealista, le ricerche per i casali e i rustici nei piccoli comuni sono aumentate del 29 per cento rispetto al periodo pre-Covid. I dati interessanti per quanto riguarda il Lazio sono due, uno che riguarda l'offerta e uno che riguarda la domanda: in provincia di Viterbo le richieste di un immobile sono aumentate del 123 per cento rispetto al periodo pre-lockdown. In provincia di Roma, invece, i prezzi delle case sono aumentati addirittura del 25 per cento.

Le variazioni dei prezzi dopo il lockdown

Dal punto di vista della domanda le richieste sono triplicate (sempre rispetto al periodo immediatamente pre-lockdown) in provincia di Brescia (268%) e Alessandria (241%). Sono raddoppiate in provincia di Asti (181%), Verona (129%), Brindisi (100%) e Viterbo, come anticipato. Per quanto riguarda le variazioni di prezzo, i maggiori aumenti si registrano in provincia di Roma (25,4%), Pisa (20,1%) e Bologna (18,9%). "Il ricorso sempre più massiccio allo smart working sta spingendo molte persone a ripensare alle proprie esigenze abitative post lockdown, così le proprietà rurali hanno registrato un'impennata durante la primavera ed estate. I piccoli centri potrebbero costituire una valida alternativa per garantirsi un ambiente di elevato standard di vivibilità grazie a spazi ampi e aperti, a prezzi decisamente più contenuti delle grandi città", ha dichiarato Vincenzo De Tommaso dell’Ufficio Studi di idealista.