Un milione di euro per sperimentare il voto elettronico in occasione delle prossime elezioni politiche, delle elezioni europee e dei referendum, per i cittadini che si trovano fuori sede. È quanto prevede un emendamento alla manovra a firma del M5s approvato in commissione Bilancio al Senato.

Sarà un decreto del Viminale e del ministero dell'Innovazione a scrivere le norme per attuare la fase sperimentale  del voto digitale. Questo sarà circoscritto agli italiani all'estero e agli elettori che per motivi di studio, lavoro o cure mediche non si trovino nel comune di residenza. "La sperimentazione del voto elettronico può cominciare! In manovra un milione al Viminale per modelli mirati su italiani all'estero e studenti e lavoratori fuorisede per politiche, europee e referendum. Ok a un emendamento M5S,grazie a Vincenzo Garruti e Gianmauro Dell'Olio per il sostegno!", ha twittato il presidente della commissione Affari Costituzionali Giuseppe Brescia (M5s).

Brescia, intervenuto a Fanpage.it, ha detto: "L'emendamento prevede l'istituzione di un fondo con una dotazione di un milione di euro, e la formazione di un tavolo tecnico con tutti i ministeri competenti, presidiato dal ministero dell'Interno, in collaborazione con la commissione, che da gennaio, per quattro mesi, si occuperà di un'indagine conoscitiva che approfondirà tutti gli aspetti tecnici relativi al voto elettronico. L'obbiettivo è quello di riaprire il dibattito rispetto alla tematica e, più concretamente, già dalle prossime politiche, permetterà ai residenti all'estero, ai fuori sede, e a chi ha problemi di mobilità di vario genere, di votare attraverso piattaforma elettronica".

Come funziona? "Ci sono due tipi di modalità di voto elettronico: uno è quello di recarsi alle urne e trovare lì una strumentazione elettronica che dà la possibilità di non spostarsi nella circoscrizione d'appartenenza e di avere anche risultati in tempi rapidi al momento dello scrutinio; l'altra modalità è quella del voto da casa, online. Questa modalità è quella che in Italia desta più preoccupazioni, perché il voto deve essere, secondo la nostra Costituzione, segreto e personale. Per questo occorrerà studiare dei sistemi adeguati, ma che garantiscano una chance in più per chi non può permettersi di andare a votare".