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Suberbonus, Governo pone la fiducia sul decreto, domani il voto: cosa sta succedendo

Sul decreto Superbonus, che ha diviso la maggioranza, il governo porrà oggi la questione di fiducia: il voto è previsto domani mattina, con le dichiarazioni di voto attese alle 8.30 e poi la chiama, intorno alle 10.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il Governo porrà oggi nell'Aula del Senato la questione di fiducia sul decreto Superbonus. Lo ha preannunciato in Conferenza dei capigruppo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, che ai giornalisti ha spiegato che verrà posta per accelerare i tempi di esame in vista della scadenza del Dl il 28 maggio. Per M5s, Pd e Avs viene invece posta per questioni politiche legate alle divisioni nella maggioranza, vista la posizione di Forza Italia, apertamente contraria all'idea del ministro dell'Economia Giorgetti di obbligare i beneficiari del bonus a ‘spalmare' i crediti in dieci anni, in modo retroattivo, misura contenuta nell'emendamento approvato ieri sera.

Sull'emendamento del Mef del governo sulla rateizzazione dei crediti in 10 anni (contro i 4 previsti in precedenza), la maggioranza si è salvata nonostante l'astensione di FI, con il voto favorevole di Italia Viva e l'assenza di un membro dell’opposizione. Comunque Forza Italia con il capogruppo Maurizio Gasparri ha assicurato che gli azzurri non faranno mancare i loro voti per la fiducia.

La retroattività nell'emendamento sul Superbonus secondo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, "è una violazione di un principio giuridico base del diritto italiano. È un principio sbagliato e se gli altri partiti della maggioranza intendono difendere questo principio noi non siamo d'accordo ma non c'è nessuno scontro nella maggioranza, noi siamo coerenti sulla nostra posizione e sui nostri valori non intendiamo cedere".

"Noi – ha spiegato ancora Tajani – abbiamo fatto una battaglia di principio, abbiamo detto che in Italia non si possono approvare norme con effetto retroattivo. Questo non ha nulla a che vedere con la nostra volontà di modificare le storture del Superbonus o che non siamo d'accordo sull'azione per risanare i conti".

A breve, alle 15, inizierà l'esame in Aula con la discussione generale. Domani si svolgeranno invece le dichiarazioni di voto che inizieranno alle 8,30 con la chiama che prenderà il via intorno alle 10. Dopo il voto del Senato, atteso per domani, il Dl passerà alla Camera per essere appunto convertito in legge entro il 28 maggio.

"La fiducia la poniamo perché abbiamo un problema di tempi. Il decreto scade il 28, deve assolutamente essere approvato dalla Camera entro giovedì e dobbiamo dare alla Camera il tempo minimo di poterlo esaminare come richiesto mille volte proprio dalle opposizioni", ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della riunione dei Capigruppo. "Non ponendo la fiducia – ha aggiunto – avremmo rischiato di andare molto lunghi e affrontare diversi problemi in questo momento imprevedibili, quindi chiudiamo così". E alle opposizioni che parlano di fiducia ‘politica', ribatte che "in questo contesto per noi la fiducia serve ad accelerare la discussione, i temi politici sono già stati affrontati e risolto ieri in Commissione".

È il capogruppo del M5s Stefano Patuanelli a sottolineate che verrà messa la fiducia solo per una questione politica interna alla maggioranza "visto che noi avevamo annunciato come opposizione la presentazione di pochissimi emendamenti"

"È evidente che non si fidano di Forza Italia e di come avrebbero votato gli emendamenti". Patuanelli ha infatti sottolineato che il suo gruppo presenta "5 emendamenti in Aula e le altre forze di opposizione erano allineate sul dare questo contributo per avere una discussione sera, sana su un numero di emendamenti assolutamente gestibile in Aula, nonostante questo il governo ha deciso che alla fine della discussione generale porrà la questione di fiducia. C'è un problema in maggioranza enorme". Anche per il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, "pongono la fiducia su loro stessi, sulle loro fratture; quello che è andato in scena ieri in commissione Finanze è sotto gli occhi di tutti. La maggioranza ha deciso di porre la questione di fiducia su se stessa".

Peppe de Cristofaro, capogruppo del Misto-Avs, ricorda che "questa è l'ennesima fiducia. Abbiamo perso il conto delle fiducie che sono state presentate dal Governo in quasi due anni di legislatura. In questo caso però mi pare abbastanza evidente, ed è difficile negarlo, che è una fiducia legata a una divisione che esiste all'interno delle forze di maggioranza, quindi serve a coprire una differenza di visioni, di merito".

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